Il Tirreno

Versilia

La grande speranza di Fabrizio Galli racchiusa nel sole

La grande speranza di Fabrizio Galli racchiusa nel sole

Il carro realizzato da uno dei figli d’arte della cartapesta ispirato dalla gioia per la nascita del nipotino Mattia

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VIAREGGIO. Fabrizio Galli fa parte di una dinastia di maghi della cartapesta: il padre Renato valido carrista del carnevale, lo zio Arnaldo il più blasonato nella storia della manifestazione viareggina, la figlia Valentina già nella “palestra” delle maschere isolate. Fabrizio inizia a lavorare con il padre Renato e nel 1986; l’anno dopo, con la morte del padre, Fabrizio prosegue da solo e nel 1989 è catapultato nella categoria dei carri grandi. Nel 1991 realizza “L’inferno del sabato sera”, costruzione spettacolare ed innovativa che presenta per la prima volta sul carro un disc jockey, che calamita l’attenzione del pubblico. Successivamente Fabrizio sperimenta nuove soluzioni strutturali, affrontando anche tematiche impegnative. Oltre alle costruzioni carnevalesche si impegna anche in lavori scenografici ed artistici, come quando realizza le sculture collocate nel complesso architettonico della Cittadella.

Fabrizio Galli, che l’anno scorso aveva presentato il carro “Non entrare in quel portale”quest’anno propone “Riempici di gioia”, una costruzione nuova per impostazione strutturale, caratterizzata dalla grande figura di un pagliaccio a braccia aperte, nell’atto di planare in volo sul circuito di Carnevale, realizzato in profilato di ferro colorato che ne definisce il contorno del corpo “vuoto” come quello di una creatura immaterica, fredda, senza cuore e anima. Una figura, un pagliaccio, che ha le sembianze di Re Carnevale e al tempo stesso di Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio, che Fabrizio Galli ha realizzato per rappresentare allegoricamente il vuoto derivato dall’assenza di valori che caratterizza la nostra società, dove conta solo il denaro, il profitto. Situazione dilatata in ogni settore, creando le premesse per una crisi economica dilagante che, nel caso di Viareggio, ha portato il Comune sull’orlo del fallimento, costretto a dichiarare il dissesto finanziario ed il Carnevale ad essere commissariato. Ma per Fabrizio Galli proprio dal Carnevale può nascere la scintilla del riscatto, che può riscaldare i cuori e riempire la vita di gioia, come testimonia il suo carro, dove il pagliaccio “vuoto” come per miracolo prende “corpo”, si veste dei colori di Burlamacco mentre intorno si accendono una miriade di soli.

E’ un sole originale, quello realizzato da Fabrizio Galli, vuoto nel centro e da riempire con la voglia di vita, con l’energia positiva di ognuno di noi, quella voglia di vita, quell’energia che ha provato – come confessa Fabrizio - quando alcuni mesi fa è diventato nonno con la nascita del piccolo Mattia, avvenimento che è stato anche l’ispirazione per la realizzazione del carro. Voglia di vita mimata dalla coreografia rappresentata sul carro, che più di cento figuranti, come in una danza propiziatoria, concludono ciascuno inserendo il proprio volto al centro del sole vuoto ed indossandolo a mo’ di maschera. Un carro di grande impatto scenico, originale come molti delle costruzioni realizzate negli anni da Galli.

Paolo Fornaciari

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