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Salone Genova Azimut-Benetti è pronta a nuovo forfait

MILANO. La prima ipotesi, molti la ricordano, è di spostare la fiera di Genova a maggio, per farla coincidere con l’apertura dell’Expo 2015 a Milano. Ipotesi presto tramontata, alla quale si è...

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MILANO. La prima ipotesi, molti la ricordano, è di spostare la fiera di Genova a maggio, per farla coincidere con l’apertura dell’Expo 2015 a Milano.

Ipotesi presto tramontata, alla quale si è succeduto un nuovo progetto. Quello di essere comunque presenti a Milano con l’eccellenza del Made in Italy della nautica.

L’Expo apre il primo maggio, i tempi sono strettissimi, e c’è il rischio che alla fine la montagna partorisca il classico topolino.

Ma la situazione resta complicata per tutto il settore nautico legato alle fiere, generaliste e di settore. Ad ottobre, ad esempio, c’è il rischio che la fiera di Genova sia ancora orfana del gruppo Azimut-Benetti. Che con il fatturato complessivo del settore a 2,50-3 miliardi di euro, rappresenta da sola quasi un terzo dell’industria nazionale.

Oggi Azimut-Benetti viaggia sui 750 milioni di euro di valore della produzione, primo cantiere al mondo per i mega-yacht. La sua assenza a genova è una sorta di ferita apertissima.

«Se quest’anno andremo al salone? Non lo so – risponde l’ingegner Vincenzo Poerio, ad del gruppo – al momento la situazione è quella dello scorso anno, quindi non ci sono i presupposti per un nostro ritorno a Genova. Ben consapevoli, comunque, che l’industria nautica italiana deve avere una sua vetrina».

I dati genovesi restano sconfortanti. Pensando solo ai visitatori si è passati dai 300mila di prima della crisi (che nel comparto inizia nel 2008) ai 100mila scarsi del 2014.

Del resto chi è stato a Genova nelle ultime due edizioni ha visto tutto. Padiglioni chiusi, palasport sbarrato, larghissimi vuoti negli spazi in mare, Troppo lungo l’elenco dei grandi cantieri che non hanno partecipato.

E allora c’è rischio che Cannes e Montecarlo aumentino ancora appeal. Ed inutili sono stati gli appelli di Perotti quando ricordava che sarebbe stato più giusto presentare le novità italiane a Genova e non – magari – in Costa Azzurra.

Un appello caduto nel vuoto. con il mercato italiano della nautica caduto nel vuoto più assoluto ed un fatturato attuale (dimezzato rispetto ai 6 miliardi di euro del 2008) che i cantieri realizzano praticamente tutto all’estero.

A maggiore ragione oggi con il dollaro forte e l’euro debole che potrebbe aprire ulteriormente il mercato mondiale. Non a caso Fort Lauderdale, lo show boat della Florida che si svolge subito dopo Genova, è diventato frequentatissimo dai nostri cantieri, nonostante le ingenti spese di trasferta e allestimento.

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