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Versilia

a scuola

Lo sciopero del panino divide

Genitori tra aumenti e bisogno che non sia sospeso il tempo pieno

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VIAREGGIO. Lo sciopero della mensa? La conseguenza di «difficoltà oggettive delle famiglie» provocate dall'aumento delle tariffe a causa del dissesto. E proprio per questo è «scorretto imputare le cause di eventuali tagli di personale (in Asp, l'azienda che gestisce il servizio, ndr) alle numerose iniziative di "risparmio" che i genitori sono costretti ad affrontare».

A parlare è il comitato dei genitori “Viareggio unita per il diritto all'istruzione” che prende posizione dopo le lettere dell'Asp, la società del Comune che si occupa della refezione scolastica, che ha minacciato la sospensione del servizio mensa, con rischi per il mantenimento del tempo pieno, proprio a causa delle proteste dei genitori che, in molti istituti una o due volte alla settimana rinunciano al pasto dell'Asp e mandano i figli a scuola con il panino. In seno al comitato le lettere dell'Asp non sono piaciute e c'è chi annuncia clamorose mobilitazioni, a cominciare da un'intera settimana di sciopero della mensa. È chiaro però che l'ipotesi di sospensione del servizio divide il fronte e non piace soprattutto a quei genitori che, nonostante gli aumenti, continuano a usufruire del servizio e hanno bisogno del tempo pieno. Allo stato attuale l'unica soluzione per alleggerire i costi per le famiglie - auspicata anche dal comitato - sembra la rimodulazione degli scaglioni Isee alla quale Asp ha già cominciato a lavorare. L'azienda, peraltro, interviene per difendersi dalle accuse di "ricatto" avanzate da Massimiliano Baldini (Movimento cittadini) precisando che sul fronte del recupero delle morosità ha attivato tutti i possibili canali.

Valentina Landucci

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