Il Tirreno

Versilia

L’Europa che non va presa in giro dai fratelli Cinquini

L’Europa che non va presa in giro dai fratelli Cinquini

Il carro “Mutti la grande madre” rappresenta Angela Merkel che partorisce tanti piccoli Matteo Renzi

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VIAREGGIO. I fratelli Umberto e Stefano Cinquini, classe anni Sessanta, sono una coppia di affiatati maghi della cartapesta, non solo artigiani-artisti ma anche sperimentati registi dell’effetto teatrale del Carnevale contemporaneo. Diplomati all’Istituto d’arte, incoraggiati dal padre, uno degli ultimi carpentieri del legno che hanno lavorato per il Carnevale, si avvicinano al mondo della cartapesta in momenti diversi. Nel 1991 iniziano a lavorare in società, portando avanti con specifiche competenze lavori per il Carnevale e importanti collaborazioni artistiche. Dal 2013 sono nell’olimpo dei carri di prima categoria, mettendo subito in evidenza particolari doti plastiche, coloristiche e di impostazione scenografica.

Dopo “Revolution”, la costruzione dell’anno scorso che i fratelli Cinquini, dovevano realizzare “perché sentivano nel cuore”, dedicata a John Lennon e alla sua “rivoluzione d’amore”, quest’anno presentano “Mutti la grande madre”, un carro spettacolare dal forte messaggio di satira politica. “Mutti”, dal vocabolario tedesco “mamma”, è la cancelliera della Germania Angela Markel, “madre” di quest’Europa, riunita dall’euro piuttosto che valori condivisi di crescita e solidarietà, colei che detta le linee di una politica finanziaria che impone ai governi dei paesi aderenti l’emanazione di leggi che impongono alle popolazioni provvedimenti lacrime e sangue: bassi salari, precarietà nel lavoro, disoccupazione giovanile, innalzamento dell’età pensionabile.

La costruzione dei fratelli Cinquini rimanda a una sorta di grande padiglione di luna park, realtà molto affine con l’effimero e colorato mondo del Carnevale e che per questo già negli anni spunto di costruzioni di cartapesta di successo, dove l’attrazione principale è una trasgressiva e irriverente Angela Merkel. La cancelliera rappresentata con un enorme mascherone, se posto in piedi raggiungerebbe un’altezza di oltre 24 metri, solo la testa ne misura 5, con indosso solo una guepiere rosa, che lascia parzialmente scoperti i seni, e calze autoreggenti nei colori della bandiera tedesca, é una gestante in sala parto che sembra nell’atto di dare alla luce, per effetto di inseminazione artificiale ottenuta grazie a tanti piccoli euro-spermatozoi. Nel momento del travaglio, l’enorme mascherone si adagia sul lettino da parto e grazie a uno studiato movimento spalanca la bocca come ad emettere un urlo liberatorio mentre dà alla luce dei piccoli Matteo Renzi, tanti e già svezzati che scivolano in un attrezzato box di contenimento predisposto per il loro divertimento. Completa la costruzione una quinta scenografica dove sono rappresentati i simboli della finanza che domina la scena politica europea, grassi banchieri che girano su ruote panoramiche e alberi della cuccagna con in cima sacchi di euro, premio ambito quanto irraggiungibile.

A fare cornice, una schiera di teutoniche ragazze che festeggiano brindando al “lieto e innaturale evento” e una moltitudine di maschere nell’originale costume di spermatozoo-cromosomaEuro.

Paolo Fornaciari

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