Il dolore
Baldacchini: l’Asl tornerà ad assumere
Il direttore generale fa il punto della situazione: momento difficile, ma non sarà così per anni
VIAREGGIO. «È un momento difficile, ma non è vero che sarà così per anni. Ne usciremo».
Di fronte ai dipendenti dell’Asl - medici, infermieri, tecnici e amministrativi - Brunero Baldacchini, direttore generale dell’azienda sanitaria, fa il punto del momento più complicato della sua gestione. La Corte dei Conti ha imposto un taglio di 3,5 milioni di euro nelle spese per il personale, causa il superamento di un vecchio vincolo di spesa (1,4% rispetto al bilancio 2004, ndr). Mentre da Firenze si annunciano tagli per la sanità versiliese di una decina di milioni. E Baldacchini ammette che disagi ci sono e ci saranno, «ma saranno limitati al massimo».
«Purtroppo - spiega il dg dell’Asl - le cose sono cambiate velocemente negli ultimi mesi. Avevamo giudicato positivamente il 2014, per il lavoro fatto dai nostri professionisti e gli investimenti fatti, e ora ci ritroviamo a fare i conti con delle scelte complesse». A questo proposito, Baldacchini perde per un attimo il consueto aplomb e definisce l’intervento della Corte dei Conti «una valutazione burocratica, e nulla di più. Che ha comportato un travaso di risorse dalla sanità pubblica all’Inps».
Comunque, Baldacchini ricorda che «sin da quando sono arrivato, ho sostenuto che erano stati superati alcuni parametri sulle spese del personale. Alla Corte dei Conti abbiamo fatto presente che c’era stata una stabilizzazione di 80 persone, che aveva comportato lo sforamento dei vincoli». Ma a quanto pare non è bastato per accontentare la magistratura contabile. Che si attende un piano di rientro, peraltro già messo in piedi dall’Asl con 43 prepensionamenti. Intanto, dal 1º gennaio scorso, c’è il blocco del turn over e degli incarichi provvisori.
«È chiaro - prosegue il direttore generale - che ci sono e ci saranno difficoltà per chirurgia, diagnostica, 118 e anatomia patologica, i reparti più colpiti da questo piano di esuberi. Nella diagnostica dovremo rinunciare al piano di abbattimento delle liste d’attesa, che avevamo messo a punto lo scorso anno e che ci vedrà inevitabilmente perdere qualche colpo su visite ed esami. Così come le dieci sedute operatorie in meno a settimana comporteranno qualche ritardo nella chirurgia d’elezione. Ma come ha detto il responsabile dell’area chirurgica Massimo Cecchi, i disagi saranno ridotti il più possibile».
Ma quanto durerà questa situazione? «Non è vero - conclude Baldacchini - che ci vorranno anni prima di tornare a reinvestire sull’ospedale. Una volta passato questo momento, potremo recuperare forze da inserire negli organici. Da questo punto di vista, potrebbe venirci in soccorso la riforma sanitaria che ci consentirà di acquisire forze non direttamente, ma tramite le Asl vicine con cui verremo uniti». (m.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
