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Versilia

Morta dopo l’incidente, attesa per la sentenza

Un'aula del tribunale di Lucca (foto d'archivio)
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Un'aula del tribunale di Lucca (foto d'archivio)

Dea Giannecchini spirò al pronto soccorso: a processo la figlia che guidava l’auto e un medico

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CAMAIORE. È attesa per martedì 27 la sentenza per la morte di Dea Giannecchini, 60 anni, spirata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia dopo un incidente avvenuto nel 2009 a Lido. Una vicenda per cui sono a processo la figlia della donna, Serena Barsottelli, 41 anni, che guidava il veicolo coinvolto nell’impatto, e il medico del pronto soccorso, Cristina Berni, 43, che come si dice in gergo aveva preso in carico la donna. La Procura ha chiesto l’assoluzione per la prima e una condanna a sei mesi per la seconda.

La tragedia avviene la mattina del 30 aprile del 2009 a Lido, all’altezza del semaforo che dalla via per Camaiore permette di prendere la via Italica o di andare in direzione Viareggio. È lì che avviene l’impatto tra l’auto dove viaggiano Serena Barsottelli, sua madre Dea Giannecchini e un veicolo che arriva in senso opposto. La donna arriva al pronto soccorso intorno alle 12,30 con lesioni alla fronte e agli arti inferiori. Secondo la famiglia - seguita dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Sabrina Antongiovanni - la signora resta per un’ora e mezzo al pronto soccorso senza che vengano svolti esami in maniera rapida per verificare le sue condizioni. In particolare, a finire nel mirino è il mancato svolgimento di un’ecografia all’addome che - secondo l’accusa - avrebbe potuto evidenziare lo spappolamento della milza, ritenuta la causa della morte della donna, avvenuta intorno alle 15. Per fare chiarezza il giudice del tribunale di Lucca, Marcella Spada Ricci, aveva disposto due perizie: una medico-legale, che doveva chiarire i passaggi avvenuti nel pronto soccorso del “Versilia”, e una sull’incidente stradale. Gli esiti delle due perizie verranno resi noti oggi nella discussione finale, al termine della quale dovrebbe esserci il pronunciamento del tribunale.

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