Il Tirreno

Versilia

Scovati i furbetti dell’Imu con la falsa residenza a Lido di Camaiore

Gianni Parrini
Una veduta della passeggiata di Lido di Camaiore
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Una veduta della passeggiata di Lido di Camaiore

Seconde case camuffate da abitazione principale per pagare meno tasse. Un migliaio i soggetti beccati e traditi dai consumi: devono al Comune 750.000 euro

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LIDO DI CAMAIORE. Beccati. Il Comune di Camaiore ha scoperto mille false residenze: i furbetti della seconda casa dovranno restituire all’amministrazione circa 750.000 euro.

Dall’autunno scorso gli uffici di palazzo civico hanno avviato una serie di controlli per verificare la corretta applicazione delle agevolazioni sull’abitazione principale. L’obiettivo era scovare i “falsi residenti”, ovvero tutti coloro che prendono la residenza a Camaiore (a Lido in particolare), per mascherare una seconda casa da abitazione principale. Godendo di tutti gli sgravi fiscali (dall’Imu alle bollette) che questo tipo di classificazione si porta dietro. Qualcuno dice che fu un assist involontario del centrodestra a fornire lo spunto per i controlli. Durante le precedenti amministrative un esponente di quella coalizione, per giustificare la scarsa affluenza al voto nel primo turno disse: «C’era brutto tempo e mancavano tanti proprietari di seconde case che potrebbero essere determinanti al ballottaggio...».

Per cercare di individuare le seconde case mascherate da prima abitazioni la ragioneria, l’ufficio anagrafe e i vigili urbani hanno lavorato assieme, mettendo in fila gli indizi disponibili: dalle finte separazioni all’analisi dei consumi di acqua e luce. «Siamo partiti dai dati sui coniugi che non risiedono nella stessa abitazione e si è passati ad una verifica successiva – spiegano dagli uffici – Su 1937 casi di potenziale trasgressione si è giunti all'emissione di circa 1.000 atti (anche più di uno per ciascun contribuente) per un gettito complessivo che sfiora i 750.000 euro». Decisivi sono stati anche gli incroci con i dati relativi alle utenze di acqua ed energia, che hanno evidenziato più di una qualche discrepanza: picchi di consumo in estate e contatori pressoché fermi in inverno. A quel punto è toccato ai vigili verificare di persona che la presunta abitazione principale fosse in realtà quasi sempre vuota.

Le lettere che informano i “residenti di comodo” di quanto dovranno versare al Comune sono già partite. E dagli uffici fanno sapere che i soldi stanno già iniziando ad arrivare.

Le agevolazioni previste dalla normativa nazionale e locale per l’abitazione principale non sono cosa da poco: un immobile con una rendita catastale di 750 euro paga al Comune solo 250 euro di Tasi se viene considerato abitazione principale, ma se è classificato seconda casa occorre versare 1.336 euro di Imu a fronte di un’aliquota del 10,6 per mille. Basta moltiplicare i dati per l’ultimo quinquennio ed è facile scoprire che i furbetti dovranno tirar fuori un bel po’ di denaro.

Quella dei controlli non è l’unica iniziativa intrapresa dal Comune in materia di evasione fiscale. «Abbiamo un progetto – spiegano da palazzo civico – che prevede criteri più giusti ed equi per l'accesso alle agevolazioni e all'esenzione sui tributi locali che terrà conto anche del nuovo Isee. Inoltre puntiamo alla formazione di un unico database per l'incrocio dei dati sulle agevolazioni di scuola, sociale e tributi per tenere sotto controllo gli aiuti che ricevono i cittadini». Il primo punto ha già trovato concreta applicazione nei nuovi bandi per le agevolazioni sui tributi locali. In particolare saranno esclusi coloro che hanno una giacenza economica di 20.000 euro, (contro i 40mila del 2013). Da quest'anno inoltre, per accedere ai benefici, non si potrà possedere neppure un natante con motore superiore ai 25 cavalli, un caravan o un autocaravan.

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