Attenzione
Renzi cavalca la tartaruga
Alessandro Avanzini rielabora e attualizza una costruzione del padre Silvano
VIAREGGIO. Alessandro Avanzini, figlio d’arte, è uno dei più interessanti protagonisti del Carnevale oltre il Duemila. Pluridecorato con numerosi primi premi e premi speciali, mette in mostra uno straordinario talento nell’arte della modellatura, doti di sintesi plastica e di impostazione scenografica, realizzando sempre carri innovativi, raffinati e di grande teatralità. A partire dal 2010, con “Alfabeto apocalittico”, che recupera in chiave carnevalesca la poesia di Edoardo Sanguinetti e il linguaggio pittorico di Enrico Baj, l’opera di Alessandro Avanzini si carica di valenze e messaggi intellettuali che danno origine a costruzioni originali, dove il confine fra artigianato ed arte é ogni volta senza più indefinito, proponendo composizioni strutturali originali ed ardite, come “La Rete”, del 2014, dove il Cyborg freddo metallico, un po’ astratto, un po’ giocattolo, dalle sembianze di un ragno con la testa a forma di mouse rappresenta la Rete e la famelica voracità di un potere che corre implacabile nelle autostrade senza confini che ne costituiscono il labirinto.
La continua ricerca che ha portato Alessandro Avanzini a sperimentare soluzioni formali, plastiche e coloristiche che hanno aperto nuovi orizzonti artistico-artigianali al Carnevale di Viareggio, quest’anno compie un nuovo “azzardo”, proponendo un carro che è una costruzione “vintage” e al tempo stesso un omaggio al padre Silvano, grande “mago” del cartapesta, prendendo spunto dalla sua opera realizzata nel 1967, dal titolo “Avanti piano quasi indietro”, una costruzione di graffiante satira politica che rappresentava, raffigurato in una grossa tartaruga, Pietro Nenni, viceministro dal 1963 al 1968 dei primi governi di centrosinistra della storia della Repubblica italiana e presidente del Partito Socialista, impegnato in una grande azione modernizzazione della politica e della società. Sopra la tartaruga, in posizione dominante, una figura a forma di ragno, simbolo del capitalismo italiano, ostacolava il cammino, peraltro naturalmente lento della tartaruga, vanificandone la spinta riformatrice, tanto che Nenni pronunciò la famosa frase: “sento rumor di sciabole” che alludeva al tentativo di golpe reazionario del generale dei carabinieri Giovanni De Lorenzo.
Alessandro, nel fare riferimento a quel carro mette in evidenza che, oggi, quasi cinquant’anni dopo, la marcia verso le riforme della tartaruga-Italia, scarnificata, quasi ridotta all’osso, procede con la stessa andatura “frenata”, praticamente “avanti piano quasi indietro”.
Allora la tartaruga era sormontata dal ragno, simbolo del capitalismo, che ne imbrigliava i movimenti già per altro lenti, oggi dalla presenza “dominante” del segretario del Pd e primo ministro, Matteo Renzi, nelle vesti di Mandrake, il più famoso mago dei fumetti, grande illusionista ed ipnotizzatore, che nel segno di un demagogico populismo riformatore, fa sventolare sul naso della tartaruga, a mo’ di foglia di lattuga, il bonus fiscale degli 80 euro elargito ad una parte dei lavoratori dipendenti, quale “agognato cibo della ripresa economica italiana”.
Al lato della “trono” dove è seduto, quasi in equilibrio instabile segno dell’incertezza e della precarietà che caratterizza il panorama italiano, il “mago” Matteo Renzi, la maschera di Silvio Berlusconi, a significare che fra i due, non l’azione politica, ma solo le sembianze ne rimarcano la differenza. (1- continua)
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