Sicurezza
Rapina il suocero: condannato
Dopo avergli preso 300 euro lo ha minacciato: «Dammene 120mila o sono guai»
CAMAIORE. Un giorno da incubo per il suocero. Che si era visto rapinare di 300 euro con la forza della pistola, oltre che minacciare pesantemente - facendo riferimento anche agli anziani genitori - se non gliene avesse versati altri 120mila. Una giornata di violenza che a Roland Abazi, di nazionalità albanese, è costato una condanna a cinque anni e sei mesi per rapina aggravata, violenza privata e tentata estorsione.
I fatti avvengono il 16 dicembre del 2013. Abazi - secondo la ricostruzione dell’accusa - attende il suocero all’uscita dalla pizzeria di cui quest’ultimo è titolare. Abazi è sposato con sua figlia, hanno una bimba. Ma le cose non vanno, ci sono dei litigi. Comunque, Abazi fa salire in auto il nonno di sua figlia e lo porta sul monte Pitoro.
Qui Abazi si fa consegnare 300 euro dietro minaccia di una pistola. Poi spiega alla vittima che dovrà pagare ben 120mila euro. Altrimenti farà del male a lui e ai suoi genitori. Il suocero, infatti, è piuttosto giovane e ha ancora sia il padre che la madre.
A quel punto, però, l’uomo decide di ribellarsi a questo personaggio che è entrato nelle loro vite con una simile violenza. E lo denuncia.
A Abazi viene inizialmente contestata anche l’accusa di sequestro, poi derubricata in violenza privata. A cui si aggiungono le accuse di rapina aggravata, tentata estorsione e porto abusivo d’armi.
Per questi capi d’imputazione il pm Piero Capizzoto aveva chiesto una condanna di cinque anni e sei mesi. E ieri il collegio di giudici del tribunale di Lucca ha accolto in pieno la richiesta di condanna della Procura. Decidendo, allo stesso tempo, una provvisionale - un risarcimento provvisorio - di 18mila euro alla famiglia della vittima.
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