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Tagli all'ospedale Versilia: in chirurgia via un medico su tre

Matteo Tuccini
L'ospedale Versilia
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L'ospedale Versilia

Viareggio: i prepensionamenti imposti dalla Corte dei Conti colpiscono il blocco operatorio, radiologia e il 118. Prevista una riduzione ulteriore degli interventi chirurgici. E un allungamento delle liste d’attesa

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VIAREGGIO. La situazione più complicata riguarda la chirurgia generale. Dove 4 medici su 13 (uno su tre, in pratica) sono destinati a lasciare l’ospedale Versilia nei prossimi mesi per andare in pensione, ovviamente senza essere sostituiti. Ma anche la radiologia, con tre medici pronti a congedarsi, finirà in apnea.

Sono queste le emergenze principali dovute al piano di esuberi chiesto dalla Corte dei Conti all’Asl Versilia, finita nel mirino per avere speso per il personale 3,5 milioni di euro di troppo. Un piano lacrime e sangue - che forse non basterà neppure - presentato mercoledì 21 dalla direzione dell’azienda sanitaria ai sindacati. Tra prepensionamenti, pensionamenti e blocco del turn over, si va a incidere nella carne viva dell’ospedale di Lido. E gli effetti sono destinati a farsi sentire. Soprattutto sui pazienti.

Meno sedute operatorie. I tagli su chirurgia e blocco operatorio imporranno una revisione degli interventi chirurgici programmati. Che già sono stati ridotti, come ha scritto ieri Il Tirreno, a causa della perdita di due anestesisti (un pensionamento e un contratto a termine non rinnovato). Secondo quanto emerso nell’incontro di ieri, le tre sedute operatorie settimanali in meno diventeranno dieci. Questo risparmio ulteriore consentirà di gestire la programmazione chirurgica con le nuove forze.

Le liste d’attesa. Punto interrogativo pieno, invece, sulla radiologia. Oggetto di investimenti importanti in termini economici negli ultimi mesi, per il progetto di abbattimento delle liste d’attesa, la situazione sembra essersi capovolta. Dopo aver ottenuto due medici di rinforzo, infatti, la radiologia, ne perderà tre. Qualche difficoltà anche per il 118, altro settore nevralgico che nei prossimi mesi diventerà il punto di riferimento dell’emergenza-urgenza dell’intera costa tirrenica (in cui l’Asl Versilia viene inglobata).

In dettaglio. I quarantatré prepensionamenti - che prenderanno il via da settembre - saranno così suddivisi: sedici medici, un biologo, due ingegneri, due infermieri, un tecnico della riabilitazione, tre tecnici di laboratorio, due tecnici della prevenzione, una puericultrice, due geometri, tre assistenti tecnici, un autista, un centralinista, un collaboratore amministrativo esperto, due collaboratori amministrativi, tre assistenti amministrativi, un coadiutore amministrativo esperto, un coadiutore amministrativo. Nel corso dell’anno, inoltre, ci saranno 27 pensionamenti già previsti per limiti raggiunti. Tutti i contratti a termine, naturalmente non saranno rinnovati.

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I commenti. La reazione dei sindacati non può che essere negativa. Tanto da chiedere un tavolo specifico per evitare disagi sempre maggiori per i pazienti e i dipendenti. "Quello che noi diciamo da anni - afferma Daniele Soddu del sindacato Fsi - e cioè che la sanità versiliese rischia lo smantellamento, si sta puntualmente avverando. Al presidente della Conferenza dei sindaci Ettore Neri, cui abbiamo chiesto più volte un incontro, diciamo che si sta muovendo con troppo ritardo. Ora dovrà ascoltarci, così come dovrà ascoltarci la commissione Sanità della Regione". La Uil Fpl Versilia con Claudio Velia e Fausto Delli sostiene che "si tratta di un provvedimento pesante, che si andrà a sommare inevitabilmente alla riduzione dei trasferimenti da parte della Regione Toscana alla nostra Asl. Abbiamo chiesto se l’azienda ha valutato attentamente la possibilità di ricorrere verso il provvedimento della Corte dei Conti, approntando un’azione di difesa e facendo leva sulle osservazioni che l’azienda ha presentato. Evitando cioè di pagare subito e restando passivi. Non vorremmo - sostengono i sindacalisti Uil Fpl - che questo provvedimento fosse letto da qualcuno come il “cacio sui maccheroni”, vale a dire un piano di rientro lacrime e sangue ma senza colpo ferire, dando cioè la colpa a qualcun altro, in questo caso alla Corte dei Conti".
 

 

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