Sicurezza
Quell’ombra a mezzanotte nel video Fs
Il consulente dei pm: «Escamotage per nascondere». Lo scontro sulla rotazione che per le Ferrovie non c’è
VIAREGGIO. Sembra un nonsense la domanda del pubblico ministero Giuseppe Amodeo «l'ombra ha un senso in un evento che si è verificato a mezzanotte?». Ma un senso ce l’ha ed è diretto a capire cosa ci faccia un’ombra, appunto, ad avvolgere la ricostruzione del deragliamento del treno carico di Gpl, stazione di Viareggio, 29 giugno 2009. Ricostruzione che è quella commissionata da Ferrovie al Politecnico di Milano, nel filmato datato 2011 che il “Tirreno” mostrò per primo. Ad insistere con il quesito rivolto al consulente della Procura, ingegnere Paolo Toni, è il pm Salvatore Giannino: «L’ombra è forse utile per nascondere?». «A mio parere sì», è la riposta. E non era neppure «notte di luna piena», per dirla ancora con le parole di Amodeo che si fa non ammettere il quesito dal presidente del Collegio, Gerardo Boragine, ma intanto nell’aula tutti ha ascoltato cosa ha risposto Paolo Toni e quanto è assurdo pensare che a mezzanotte l’ombra della passerella pedonale sopra i binari potesse stagliarsi sul passaggio del convoglio e delle sue cisterne cariche di Gpl.
Cosa accade nel video, che ha lo scopo - per chi lo ha commissionato - di dimostrare che la cisterna fu squarciata da un pezzo dello scambio (zampa di lepre) e non dal picchetto, come sostiene l’accusa, è sotto gli occhi di tutti ed in aula viene ribadito: la cisterna deragliata “entra” in zona passerella in una posizione e ne esce - attraversato il cono d’ombra - in un’altra. «Nel filmato - è il commento alle immagini che fa Paolo Toni - si vede che il carro sta arando la mezzeria ed il centro della ruota è all'incirca nella mezzeria del binario come è logico che sia...In avvicinamento alla zampa di lepre viene riprodotta la passerella che fa un'ombra che mette in ombra il primo carro, il quale si sposta poi sulla propria destra e non si capisce per quale motivo...». Toni sottolinea lo «spostamento brusco» e continua: «Quando la cisterna riappare, dopo l'ombra, c’è uno spostamento di sessanta centimetri...È incomprensibile lo spostamento repentino sulla destra che avviene in una serie di fotogrammi in cui non si vede il carro perché non c'è l'ombra».
Se poi si confrontano le foto scattate sullo scenario reale del disastro con i fermo immagine della ricostruzione video, «tra posizione finale reale e posizione finale del video - è ancora Paolo Toni a rispondere ai pm della Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala - non c'è corrispondenza sulla rotazione». Nel senso - è un tema che ha attraversato anche l’incidente probatorio, nel novembre 2011 - che «la rotazione della cisterna è sempre stata smentita dal Ferrovie», ricorda il professor Toni.
Ma non è questo l’unico punto sul quale il riesame dei pm ha risposto punto su punto ai difensori degli imputati. Perché alle contestazioni in materia di costruttore dell’asse che si è spezzato, la Procura ha risposto con la documentazione prodotta dalla stessa Gatx il 3 luglio 2009: non solo veniva fornito il nome dell’azienda costruttrice, nell’ex Ddr, ma era anche indicata la città dell’acciaieria: Badesberg. Firmato e sottoscritto da chi oggi, prova a mettere in discussione le indagini su questo versante...
Donatella Francesconi
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