Sicurezza
Viareggio, Mover pagherà il debito col Comune in 35 anni di rate
Il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo avrebbe voluto subito i tre milioni di euro, ma gli uffici comunali accettano il pagamento rateizzato
VIAREGGIO. Il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo li vuole tutti insieme, visto che sono dovuti dal 2011. Ma i suoi uffici accettano il pagamento in comode rate trentacinquennali, come da determina 2673 del 20 dicembre 2014, proposta dal comandante della polizia municipale Vasco Comaschi e firmata dal dirigente (e segretario comunale) Luca Lazzerini.
Sono i tre milioni di aggio straordinario che Mover, azienda dei parcheggi pubblico-privata, deve al Comune di Viareggio. Tre milioni che lo stesso ente ha impropriamente già speso - come ricorda la Corte dei Conti nella propria deliberazione del 21 maggio 2013 - "per il finanziamento di spese correnti qualificate come “Contributi alle Fondazioni Carnevale e Pucciniano per manifestazioni turistico-culturali ed agevolazioni ed esenzioni tributarie per le fasce deboli della popolazione".
Spesa impropria - come ricordano sia la Corte dei Conti che il ministero dell’Economia al termine dell’ispezione a Viareggio - perché anche l’aggio straordinario è un provento riferibile "a quota parte dell'entrata che la società stessa riscuote dagli utenti e, in quanto tale, soggetta al vincolo di legge e, pertanto, non destinabile a spesa corrente". Con gli incassi della sosta a pagamento, a Viareggio ormai estesa ovunque - devono essere costruiti parcheggi e si vi sono somme eccedenti vanno destinate ad interventi per migliorare la mobilità.
La questione di recuperare i tre milioni si è posta con forza durante l’amministrazione Betti, con Lorenzo Bertoli assessore al bilancio. Soprattutto perché, al di là delle volontà espresse dalla società dei parcheggi nei propri atti di consiglio di amministrazione, manca a tutt’oggi.
Da quel sei maggio 2013 (data di un verbale di assemblea di Mover) in cui il rappresentante del Comune all’epoca commissariato, nella persona del sub commissario Marco Brusco, fece mettere nero su bianco che "per quanto riguarda l'aggio straordinario di euro tre milioni da versare all'Ente, lo stesso, come analiticamente riportato nella nota integrativa al bilancio in oggetto, è stato momentaneamente ammortizzato in 35 annualità, periodo pari alla durata della società mista Mo.Ver. A tal proposito si rileva che tale periodo di ammortamento non è stato determinato in alcun atto amministrativo".
Insomma, Mover se l’è “suonata e cantata”, proponendo le comode rate senza che il Comune abbia mai accettato con un proprio atto amministrativo specifico. "Salvo riscuotere le rate che Mover paga", ricorda il presidente della società Paolo Casini. Rate come quella oggetto della determina di fine gennaio che si fonda sul verbale del Cda di Mover (29 novembre 2011) che ha deciso la rateizzazione unilateralmente, senza che ci sia alcun riferimento ad un atto di accettazione del Comune.
Tanto che lo stesso Casini risponde meravigliato al “Tirreno”: "Ero rimasto alla lettera che ci ha inviato il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo per chiedere il pagamento dell’intera cifra, così come già indicato dall’ex ragioniere capo Salvatore Santoro. Lettera alla quale Mover ha risposto sollecitando un incontro con il commissario prefettizio".
Non pagheranno a rate i turisti gravati dal rincaro della tassa di soggiorno, e neppure i genitori dei bambini dei nidi o che utilizzano lo scuolabus, ma nemmeno tutti i cittadini alle prese con il massimo di tasse e tariffe: c’è il dissesto che impone per legge il balzo in alto inevitabile e irriversibile. Ma paga a rate Mover, su denaro dovuto da cinque anni, in pieno dissesto e senza che il Comune abbia ancora mai detto se la soluzione è accettabile o no.
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