Il Tirreno

Versilia

Si cercano proposte per il turismo a Forte

Si cercano proposte per il turismo a Forte

FORTE. «Voglio che i fortemarmini tornino a discutere di turismo e lo facciano tra di loro, operatori e semplici residenti, per avere le idee più chiare in materia». Ad annunciare un convegno...

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE. «Voglio che i fortemarmini tornino a discutere di turismo e lo facciano tra di loro, operatori e semplici residenti, per avere le idee più chiare in materia».

Ad annunciare un convegno cittadino su quello che è da sempre il motore unico dell’economia fortemarmina è Pietro Ratti, per anni dirigente comunale del settore, e esperto dell’Ancotur, l’associazione dei comuni turistici italiani.

Uno, insomma, che di turismo ne ha masticato parecchio, sia come funzionario pubblico che come esperto: a lui si deve tra l’altro la creazione degli Angeli del turismo e il rilancio del settore in chiave informativa.

Un esperto che intende, da questo punto di vista, animare il dibattito sul futuro del turismo fortemarmino e su cosa può diventare se davvero c’è l’esigenza di rimodularlo rispetto a nuove richieste e tendenze.

«Ho già parlato con alcuni dirigenti delle associazioni turistiche cittadine - continua Ratti - e tutti si sono detti ben disposti a questo appuntamento che dovrebbe realizzarsi nella prima metà di febbraio. Lo stesso sindaco Buratti mi ha garantito che verrà a portare il proprio contributo. L’idea - continua Ratti - è quella di fornire questa occasione di confronto diretto tra i vari operatori e categorie, in maniera da sviscerare ciò che non sta andando bene e capire quali correttivi si possano mettere in atto. Io stesso sto preparando una relazione introduttiva che cercherà di evidenziare le criticità emerse negli ultimi anni perché sia la base della discussione».

«Più che un convegno in cui i soliti esperti vengono a recitare la loro parte - continua Ratti - sarà una sorta di tavola rotonda in cui ognuno potrà dire la sua e portare il proprio contributo alla discussione».

Cambiano i tempi e cambia anche il modo di proporsi della città. «Beh, certamente. Si pensi cosa è accaduto in questi anni, le realtà come le Apt che sono sparite, e nuove forme di promozione turistica che stentano a nascere e a decollare. Proprio per questo Forte dei Marmi dovrebbe prendere l’abitudine di spendere un po’ di tempo, ogni anno, ad analizzare il suo bene più prezioso e cioè il turismo».

Con la crisi sembra quasi che ogni categoria prpvi a monopolizzare il turista–cliente. «Certo che questa tendenza magari è fatta in buona fede - conclude Ratti - ma se non ragioniamo in termini perlomeno di paese rischiamo grossom perché proprio quando la coperta è corta bisogna dividerla equamente, per non provocare discrasie nel tessuto imprenditoriale ed economico della città, sia pure che si chiami Forte dei Marmi e in apparenza non abbia grandi problemi rispetto a tanti altri luoghi turistici». (a.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze