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Gli addobbi a Lido diventano un caso

Gli addobbi a Lido diventano un caso

Quasi un giorno per trasportare i mascheroni dalla Cittadella alla Passeggiata

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VIAREGGIO. Due mascheroni di cartapesta bloccati sulla Fossa dell’Abate dalla… burocrazia camaiorese. Può riassumersi così il controverso episodio, poi risoltosi in tempo record, andato in scena ieri che ha coinvolto, suo malgrado, il Comune di Camaiore. Tutto nasce dalla disponibilità data dalla Fondazione Carnevale di cedere a titolo gratuito un paio di mascheroni decorativi per abbellire la passeggiata della frazione nei pressi di due attività largamente frequentate come il bar Sirena ed il ristorante La Conchiglia, quest’ultimo gestito dall’ex presidente della stessa Fondazione (nonché ex vicesindaco di Camaiore) Alessandro Santini. Lo stesso Santini nella mattinata di ieri si è quindi presentato alla Cittadella per guidare le operazioni di trasporto delle due opere di cartapesta, ma una volta ultimato il caricamento dei mascheroni sui camion è arrivato un inatteso stop: la polizia municipale di Camaiore, in accordo con gli uffici tecnici comunali, ha bloccato i mascheroni perché mancavano le necessarie autorizzazioni per l’ingresso sulla Passeggiata e la relativa messa in sicurezza dei due giganti di cartapesta. Autorizzazioni che, secondo quanto afferma Santini, sarebbero (il condizionale è d’obbligo) state richieste con largo anticipo agli stessi uffici comunali, i quali avrebbero quindi avuto tutto il tempo per prenderle in considerazione e girarle alla giunta che avrebbe poi votato la necessaria delibera.

L’esponente di Forza Italia, stranito dall’inatteso divieto, si è subito affrettato a contattare il sindaco Alessandro Del Dotto e i suoi più stretti collaboratori per chiarire la vicenda. Dopo infiniti giri di telefonate, rimpalli di responsabilità e qualche sana arrabbiatura, l’impasse è stata rotta da una delibera della giunta camaiorese che, convocata in tutta fretta, ha sbloccato la situazione nel primo pomeriggio.

Tutto è bene ciò che finisce bene: i mascheroni, intorno alle 16.30, hanno potuto “espatriare” verso Lido, senza alcuna restrizione. «In questo caso – afferma Alessandro Santini – la stupida burocrazia comunale si è rivoltata contro l’amministrazione e i suoi cittadini. Il sindaco Del Dotto, il vice sindaco Pierucci e gli assessori Carrai e Favilla sono stati invece disponibilissimi fin da subito per la risoluzione di un intoppo in cui non hanno nessuna responsabilità».

Del Dotto, dal canto suo, ha invece minimizzando l'accaduto: «Servivano dei documenti per formalizzare la delibera della giunta che ci sono arrivati solo nella tarda mattinata di martedì. Si tratta soprattutto di certificazioni relative alla messa in sicurezza dei mascheroni, un atto dovuto da parte del privato che fa certi tipi di richiesta. Se ci sono state delle mancanze ci scusiamo, ma come amministratori abbiamo fatto tutto il possibile per risolvere la situazione quanto prima. Abbiamo convocato una giunta straordinaria e la delibera è passata: non è stato nulla fuori dall’ordinario».

Alessandro Bracci

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