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A giudizio per i morti d’amianto a Larderello Tra gli ex dirigenti Enel anche un viareggino
Sono morti anche da più di dieci anni. Ma le loro famiglie non hanno rinunciato a chiedere giustizia in quanto ritengono che i loro familiari, che per tanti anni hanno lavorato nel campo geotermico...
Sono morti anche da più di dieci anni. Ma le loro famiglie non hanno rinunciato a chiedere giustizia in quanto ritengono che i loro familiari, che per tanti anni hanno lavorato nel campo geotermico di Larderello, siano vittime della prolungata esposizione all’amianto. Le indagini della Procura di Pisa alcuni anni fa si erano concluse con un nulla di fatto e una richiesta di archiviazione. Ma la Procura generale presso la Corte di appello di Firenze ha richiamato a sè le indagini ed è arrivata a chiedere il rinvio a giudizio per quattro ex dirigenti che hanno lavorato, a vario titolo e con ruoli diversi, sia per conto della società Larderello Spa che per Enel Spa, subentrata nella gestione alla prima società.
Questa mattina, in tribunale a Pisa, comincia l'udienza preliminare a carico dei quattro ex dirigenti, accusati di omicidio colposo in relazione alla morte di tre lavoratori del campo geotermico di Larderello, ai quali era stato diagnosticato il mesotelioma pleurico. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda persone che hanno superato ampiamente i 70 anni di età e che non sono in servizio da anni: Guido Palmerini Civis di Viareggio, Anselmo Giovannoni, di Firenze, Franco Luccioli, di Firenze, Bernardino Billi, di Pisa, e Carlo Menichelli di Cecina.
La Procura generale presso la Corte di Appello di Firenze ipotizza il reato di omicidio colposo, a carico di Anselmo Giovannoni per la morte di tutte e tre le vittime, e dei Guido Palmerini Civis, Franco Luccioli e Bernardino Billi per la morte di due dei tre operai e di Carlo Menichelli per la morte di uno dei tre dipendenti.
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