Gioco
Tassa di soggiorno «Stop al pagamento almeno d’inverno»
Lo chiede al Comune il direttore del Principe di Piemonte Gli albergatori: «Allo studio iniziative di protesta»
VIAREGGIO. Gli allarmi nelle ultime settimane non sono mancati. E l’associazione degli albergatori viareggini, con la sua presidente Elisabetta Bellotti, ha già a più riprese preso posizione. Ora la coro di proteste si aggiunge la voce, autorevole, del direttore di una delle principali strutture ricettive cittadine, il Grand Hotel Principe di Piemonte. E la richiesta è chiara: no all’applicazione della tassa di soggiorno almeno nel periodo invernale. Tassa «che è più alta di quella di qualsiasi altro Comune della Versilia e, di fatto, funge da deterrente per l’incoming turistico» si legge in una nota inviata dall’hotel.
«Questa tassa - affermano ancora i vertici della struttura ricettiva - penalizza gravemente Viareggio sia rispetto ai competitor locali e comuni limitrofi, sia rispetto ad altre destinazioni equivalenti, in Toscana ed in Italia. Essa inoltre esercita un impatto particolarmente elevato sui costi di soggiorno dei gruppi aziendali e leisure più numerosi, tanto da vanificare tutti gli sforzi che si mettono ogni giorno in campo per promuovere la destinazione e aumentare l’affluenza di clienti e la loro fidelizzazione».
«Chiediamo pertanto parità di trattamento per tutti gli hotel della Versilia e l’annullamento della tassa di soggiorno, soprattutto nei mesi invernali, magari compensandolo con un lieve ritocco nei 2-3 mesi estivi», dichiara il General manager del Grand Hotel Principe di Piemonte Claudio Catani. «Riteniamo che questa soluzione sia un passaggio obbligato per la crescita e la competitività verso i nostri clienti, prospect ed effettivi, sia italiani sia internazionali».
Catani non è, come detto, solo in questa battaglia che pare, tuttavia, contro i mulini a vento: l’aumento della tassa di soggiorno come di tutte le imposte locali è diretta e inevitabile conseguenza della dichiarazione di dissesto da parte del Comune di Viareggio.
In proposito la stessa associazione albergatori pochi giorni fa aveva inoltrato una richiesta di incontro e di revisione della tassa al commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. «La risposta - spiega la presidente Bellotti - è stata negativa: a fronte di una nostra documentata richiesta di revisione della tassa di soggiorno il Mef, interpellato dal commissario, ha detto che non è possibile intervenire». Gli albergatori non intendono «andare contro la legge - spiega ancora Bellotti - ma al contempo faremo il possibile per contestare una tassa che riteniamo fortemente dannosa per la categoria ma anche per la città: il Comune è in dissesto e deve essere risanato ma questa tassa non incentiva certo le presenze turistiche e gli incassi». Bellotti, al pari di Catani, punta il dito sulla disparità che crea la tassa di soggiorno: si paga al massimo a Viareggio, non si paga affatto pochi chilometri più a nord, a Lido di Camaiore. «Sarebbe bello che l’Unione dei Comuni - continua la presidente degli albergatori - ci sostenesse in questa battaglia. Noi non ci fermeremo e presto andremo a una nuova assemblea degli associati per capire quali forme di protesta attuare».
Intanto dal direttore del Principe arriva anche un altro monito alla città. «Viareggio, oltre a subire il grave impatto di questa situazione, ha già avuto il grave danno di perdere Yare 2015, il più innovativo evento in Italia dedicato al mondo del refit e dei servizi after-sales dei superyacht, che non avrà luogo presso il Centro Congressi Principe di Piemonte (cosiddetto “Principino”) in quanto l’ente organizzatore non ha ricevuto le necessarie garanzie relative agli spazi congressuali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
