Il Tirreno

Versilia

Ospedale, servizi a rischio Via i primi 43 dipendenti

di Matteo Tuccini

Scattano i prepensionamenti dopo i rilievi della Corte dei Conti. E al Versilia è sos «Chi se ne va non sarà sostituito, ci sono dei reparti che andranno in difficoltà»

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VIAREGGIO. La sanità versiliese si sta preparando a una cura da cavallo mai vista prima. Tanto da far temere per il futuro stesso dei servizi. Perché l’unica cosa certa, in questo caos di voci e ipotesi, è che l’ospedale Versilia vedrà ridurre i propri organici. Di quanto e dove, non è dato sapere. Ma i primi 43 prepensionamenti - dopo i rilievi della Corte dei Conti che ha imposto un taglio di 3 milioni sul personale - sono già pronti a scattare. E i cittadini, oltre che gli stessi medici, infermieri e tecnici, temono un contraccolpo pesante sui servizi.

Chi se ne va. Si parla, appunto, di 43 persone pronte a congedarsi a breve dall’Asl versiliese. Ma sarebbero solo le prime. Quanti siano i medici, gli infermieri o il personale non sanitario interessati dall’addio anticipato al lavoro, non si sa ancora: ma si sa che i prepensionamenti toccheranno anche i cosiddetti livelli essenziali di assistenza, come la medicina generale. E dato che «chi se ne va non viene sostituito - afferma Laura Del Freo della Cgil - si teme che reparti nevralgici dell’ospedale possano andare in apnea. Le notizie sono ancora frammentarie, non abbiamo un quadro completo dei profili e dei ruoli interessati dal piano di esuberi. Che speriamo di avere nell’incontro di domani con la direzione aziendale». Il percorso di dimagrimento, peraltro, l’Asl dovrà necessariamente comunicarlo in tempi brevi alla Corte dei Conti, che ha chiesto di ridurre le spese per il personale di circa 3 milioni.

Una brutta tegola. È stato sforato, infatti, il vincolo per i costi dei dipendenti imposto dalla legge Finanziaria 2012 alle amministrazioni pubbliche. E ora la magistratura contabile chiede di rientrare. «Una brutta tegola, per la nostra Asl - ammette Ettore Neri, presidente della Conferenza dei sindaci - che arriva nel momento meno opportuno. Con la Regione che dà il via alle superAsl, ogni realtà andrà a confrontarsi con le altre vicine mettendo in evidenza i propri punti di forza e le attività che, invece, fanno meno. E quindi possono essere “aggregate” ad altre». È chiaro che i reparti del Versilia che vedranno diminuire le proprie forze in campo, non potranno proporsi come punti di riferimento dell’intera area tirrenica. Insomma: le specialistiche che andranno in sofferenza rischieranno di essere inghiottite da Pisa, Massa o Lucca.

L’impegno dei sindaci. Ma davvero l’ospedale versiliese, in questo restyling complessivo della sanità toscana, farà la fine del vaso di coccio? «Sento anch’io le voci sulla trasformazione del nostro presidio in un poliambulatorio - dice Neri - Per quanto mi riguarda, non esiste proprio. Non posso accettare nemmeno l’idea che possa accadere una cosa del genere. Ero ragazzo quando si partiva con il discorso dell’ospedale unico, l’ho visto nascere tra mille battaglie e dico che ci metterò la faccia, perché se ne preservi l’integrità. Questo non significa che non dobbiamo prepararci a momenti complicati».

Il commissariamento. Intanto a marzo si procederà con il commissariamento dell’Asl. Il commissario sarà unico per l’intera area tirrenica, mentre al Versilia ci sarà un vicecommissario, il cui ruolo sarà corrispondente a quello del direttore generale. Difficile dire, però, se a rivestire il ruolo di vicecommissario sarà lo stesso dg Brunero Baldacchini. Che è a sua volta prossimo alla pensione.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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