Il Tirreno

Versilia

il caso

Il sindaco sgombera il campo rom

Ma la comunità di via Rotta non se ne vuole andare

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SERAVEZZA. Nuovo sgombero in vista per alcune famiglie Rom che si erano insediate lungo il fiume Versilia vicino a via Rotta. È stato il sindaco di Seravezza ad emettere l’ordinanza.

Ma a quanto pare questa volta le famiglie di origini sinti non sarebbero intenzionate ad andarsene volontariamente, sostenute anche dall’associazione Berretti Biachi. «Pur riconoscendo da tempo alla amministrazione di Seravezza – scrivono i Berretti Bianchi versiliesi - una certa sensibilità e intelligenza di comportamento sui temi sociali, francamente non riusciamo a comprendere come si possa ritenere di tutelare l’incolumità pubblica della popolazione, mettendo a forza in strada sul nostro territorio versiliese più di trenta persone tra uomini, donne e bambini (di pochi anni) e non vediamo come potranno essere garantite in strada le condizioni minime di igienicità».

Il riferimento dei Berretti Bianchi va ai motivi per cui il Sindaco Ettore Neri ha ordinato lo sgombero. «Lo sgombero viene richiesto ufficialmente – prosegue l’associazione Onlus che da anni si occupa dei rom - perché “non sono garantite le condizioni minime di igienicità dei luoghi”. Si precisa inoltre che l’ordinanza viene fatta a tutela dell’incolumità pubblica della popolazione». Le famiglie in questione erano quelle che si erano insediate in via Rotta, in relazione al progetto di integrazione di circa 2 anni fa, in cui parte dei rom presenti in Versilia avevano fatto ritorno in Romania.

Queste famiglie qualche mese fa erano già state costrette ad andarsene da via Rotta che nel frattempo da senso unico si era trasformata in strada a doppio senso per la zona artigianale di Puntone. E quindi non c’era più lo spazio.

«Fra l’altro siamo in gennaio: quali condizioni igienico-sanitarie – si domandano i Berretti Bianchi - potranno avere i bambini se andranno a dormire in terra? Saremmo curiosi di conoscere in proposito il pensiero dell’ufficio competente Asl».

Intanto i rom si dichiarano pronti a sostenere le spese del costo delle utenze (acqua, servizi e luce). «I Rom, che si vorrebbe al momento sgomberare, non costano un solo euro – spiegano i Berretti - alla amministrazione di Seravezza, ma anzi si sono offerti di pagare un affitto per l’occupazione del suolo».

L’associazione onlus si fa forza con direttive europee, direttive del Governo italiano e una legge della Regione. Normative «che impongono l’accoglienza delle popolazioni Rom - continuano i Berretti Bianchi - Dovrebbe essere chiaro a tutti da tempo che non è certo con gli sgomberi che si risolverà mai questa situazione “illegale”. Solo facendo accoglienza si potrà rispettare la legalità e creare in Versilia un clima più disteso tra tutti noi e la popolazione Rom». (t.b.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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