Sicurezza
Forte dei Marmi, medico a processo per una liposuzione
Paziente accusa il dottor Alberto Chiroli per un intervento a una spalla eseguito in laboratorio: "Non muovo più un braccio". Ma lui si difende: "Ne ho fatti decine di interventi del genere, e sempre in modo corretto"
FORTE DEI MARMI. Un intervento di liposuzione a una spalla eseguito nel proprio ambulatorio costa prima una querela e poi un processo al dottor Alberto Chiroli, il medico di Vittoria Apuana. Un professionista conosciuto e stimato a Forte dei Marmi, che suo malgrado si è ritrovato coinvolto in un procedimento che lo ha visto rinviato a giudizio dal tribunale di Lucca per lesioni colpose.
Il caso giudiziario esplode a causa di una denuncia fatta da una paziente di 55 anni, originaria di Pietrasanta, che si rivolge al dottor Chiroli per la rimozione di un lipoma (una massa tumorale grassa benigna) formatosi su una spalla. Intervento che Chiroli svolge di routine: è un medico di base, ma con un’esperienza riconosciuta - oltre che in campo sportivo - anche nei trattamenti anche chirurgici di tipo estetico.
Dopo l’intervento, però, la donna ritiene di doversi rivolgere a un avvocato. Accusa, infatti, il professionista di averle creato un danno, oltre che estetico per la presenza della cicatrice, anche fisico. In quanto - sostiene - non riesce più a muovere il braccio interessato dall’intervento chirurgico. In sostanza, sostiene di aver subito a causa dell’intervento una perdita dell’uso dell’arto. Così la paziente presenta querela e - dato che le lesioni superano i 40 giorni - anche la Procura, tramite il pm Sara Polino, procede d’ufficio. Indagando il medico.
Per il dottor Chiroli, un autentico fulmine a ciel sereno. "Mai mi sarei immaginato di finire sotto accusa per una cosa del genere - afferma il professionista - nel mio ambulatorio eseguo da anni decine di interventi di questo tipo. Mi ha sorpreso, questa denuncia, anche perché ritengo di essermi comportato ancora una volta in maniera inappuntabile dal punto di vista professionale. A mio avviso, insomma, non c’è stato alcun errore. E sono convinto di poterlo dimostrare".
Ma quello che ha lasciato perplesso il medico nella relazione che lo ha messo sotto accusa - e che gli è costata un rinvio a giudizio - è il fatto che nell’ambulatorio non ci fossero le condizioni igieniche adeguate, né la sterilizzazione necessaria quando si fanno queste operazioni. "È falso, il mio studio rispetta pienamente tutti i criteri ed è la stessa Asl, che lo ha controllato di recente, a poterlo dire".
Resta il fatto che per questa vicenda si dovrà andare a processo. La prima udienza avrebbe dovuto tenersi in questi giorni, ma è stata rinviata a febbraio.
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