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Versilia in tilt, migliaia colpiti dall’influenza

Versilia in tilt, migliaia colpiti dall’influenza

Assalto agli ambulatori medici e valanga di chiamate al 118. Gli esperti: ci aspettiamo 20mila casi

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VIAREGGIO. Versilia in tilt per colpa dell’influenza. In migliaia, nelle ultime settimane, le persone colpite da febbre alta, tosse, raffreddore e tutte le affezioni della categoria. Che infestano soprattutto le vie respiratorie.

Il risultato è un vero e proprio assedio agli ambulatori medici e una valanga di chiamate al 118, soprattutto nel fine settimana, per l’intervento delle guardie mediche.

«Io ho 25-30 accessi al giorno nel mio ambulatorio - afferma Marco Cupisti, medico di famiglia di Viareggio - circa il 50% sono per influenza o sintomi parainfluenzali. Diciamo che è sempre questo l’inizio del periodo critico, ma quest’anno noto un incremento dovuto al fatto che le vaccinazioni antinfluenzali si sono ridotte, a causa della vicenda del Fluad (i lotti finiti nel mirino ma poi scagionati completamente per un paio di morti sospette, ndr). Che dire: riposo e terapia antibiotica, quando serve. Anche perché mi sa che ne avremo per un altro mesetto».

Secondo gli esperti, addirittura, da qui a Pasqua si registreranno 20mila casi di influenza in Versilia.

Anche il 118, come detto, si trova a dover gestire un discreto flusso di persone che chiedono supporto. Anche ieri le guardie mediche erano a pieno regime per le visite domiciliari. «Col periodo del picco dell’influenza - fanno sapere dal 118 - è inevitabile che sia un incremento delle chiamate». E la febbre non risparmia neppure i medici: anche in ospedale, infatti, si registrano numerose defezioni tra il personale sanitario. Che peraltro viene sostituito immediatamente grazie a protocolli, diciamo così, d’emergenza. Che permettono di non rimanere “scoperti”.

Non tutti, però, sono così organizzati (anche perché un conto è dover garantire il servizio sanitario, un altro lavorare nel privato). E così capita che in molti uffici ci si trovi a dover fare i conti con defezioni superiori al 50%. «Gli uffici sono il luogo che più favorisce il contagio - affermano i medici - perché sono luoghi al chiuso dove le persone stanno a contatto per ore. Il nostro consiglio è di aerare il più possibile i locali». Altri consigli? Vestirsi in modo adeguato uscendo all’esterno, privilegiando la vestizione a “cipolla” cioè a strati. Coprirsi bene le parti più delicate del corpo come testa, gola e piedi. Respirare con il naso, perché questo organo agisce come filtro di germi che arrivano dall’esterno e mitigano la temperatura dell’aria. Non sostare a lungo nei luoghi affollati. All’atto di tossire o starnutire coprirsi con un fazzoletto o con la mano. Lavare spesso e bene le mani, il principale veicolo d’infezione. Mantenere la temperatura interna delle abitazioni intorno ai 18° - 20°, con un gradiente di umidità intorno al 50%.

Matteo Tuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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