Il Tirreno

Versilia

Segata e incenerita il funerale “pulp” della povera balena

di Alessandro Bracci
Segata e incenerita il funerale “pulp” della povera balena

La carcassa è stata sezionata sulla spiaggia di fronte alla folla Sarà smaltita a Padova, lo scheletro della testa va al Comune

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LIDO. È stata sezionata e rimossa a tempo di record la balenottera che nella mattinata di giovedì si era spiaggiata sulle rive di Lido di Camaiore. Arpat, CeTuS, Izslt Pisa e i ricercatori delle università di Siena e Padova hanno svolto con la massima rapidità tutte le operazioni del caso, dai rilievi per le analisi necrologiche all’osservazione delle caratteristiche anagrafiche del cetaceo, prima di sezionarne i resti. Il lavoro di smembramento della carcassa è iniziato verso le 10 di mattina e si è concluso dopo quattro ore. Le operazioni sono state coordinate dall’assessore Carlo Alberto Carrai, dall’ingegner Filippo Bianchi del Comune di Camaiore e dall’ingegner Dario Picardi di Sea Risorse.

Anche nella giornata di ieri sono stati tanti i curiosi che si sono riversati sulla spiaggia per vedere i resti della povera balenottera. Era forte la sensazione di stupore mista, da un lato, al sadico compiacimento e, dall’altro, ad un profondo dispiacere. C’è chi ha assistito al sezionamento quasi divertito, tra battute e immancabili selfie, chi invece non ha nascosto un po’ di malinconia per il triste e cruento epilogo. «Che brutta fine, povera bestia!» , ha esclamato un'adolescente, scossa dallo scenario piuttosto “pulp”. Qualcun’altro non se l’è sentita e una volta giunto sul posto ha desistito, impressionato dal sangue: «Non ce la faccio, mi fa troppo effetto», si è lamentato un uomo, quasi sofferente.

I più stupiti e frastornati sono stati sicuramente i tanti bimbi presenti, che hanno riempito di domande i grandi che li accompagnavano: «Nonno, ma ora dove la portano la balena?», ha chiesto un bambino con l’innocenza dei suoi pochi anni.

Non sappiamo come se la sia cavata il nonno, ma conosciamo quale sarà il destino della Moby Dick lidese. Se in un primo momento pareva certo che i resti potessero venir inviati all’inceneritore di Livorno, successivamente, in accordo con i ricercatori coinvolti nelle operazioni, l’ingegner Bianchi ha deciso di lasciarli partire verso Padova, dove lo stesso centro ricerche si occuperà di smaltirli in apposite strutture. I costi delle operazioni non dovrebbero essere comunque lontani dai 15-20mila euro che si ipotizzavano nelle prime ore.

Inoltre è stato possibile, nonostante varie fratture alla colonna vertebrale, recuperare parte dello scheletro del gigante marino: il cranio dovrebbe essere messo a disposizione del Comune di Camaiore e del CeTuS che, di comune accordo, lo destineranno poi all’esposizione museale. «In sole quattro ore siamo riusciti a smaltire i resti di un cetaceo lungo 18 metri e pesante circa 25 quintali – dice il dottor Silvio Nuti, del CeTuS di Viareggio-. Questo è un segnale della forte sinergia tra gli organi coinvolti in questa delicata operazione. La rete spiaggiamenti della zona ha saputo affrontare in maniera eccellente un evento di natura eccezionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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