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politica

L'ex vicesindaco di Viareggio sospeso dal Pd, "assolto" l'ex sindaco

di Donatella Francesconi
Gianmarco Romanini mentre interviene in consiglio, ala sua destra Leonardo Betti
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Gianmarco Romanini mentre interviene in consiglio, ala sua destra Leonardo Betti

Sono le decisioni che la commissione di garanzia del partito starebbe per ufficializzare nei confronti di Romanini e Betti. Pene esemplari anche per gli ex consiglieri ribelli Mei e Zappelli

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VIAREGGIO. Ha affrontato l’assemblea comunale del Pd viareggino, riunita ieri sera, con pensiero che possa essere l’ultima da qui ai prossimi due anni. Chiara Romanini, ex presidente del consiglio comunale e poi ex vice sindaco con numerose deleghe (lavori pubblici, personale, ecc.), nonché principale artefice della vittoria di Betti, è tra gli esponenti del Pd che la commissione di garanzia della Federazione versiliese sarebbe pronta a sospendere per due anni con quella che è stata definita «pena esemplare» nel corso della riunione dello scorso mercoledì.

Pena che colpirebbe in ugual misura anche gli ex consiglieri Sandra Mei e David Zappelli. Per altri deferiti (Leonardo Betti, ex sindaco; Elisa Montaresi, ex segretario del Pd di Viareggio; Filippo Guidi, presidente di Sea risorse in carica), invece, l’“assoluzione” sarebbe piena. Nonostante le contestazioni documentate nei confronti di quanto dichiarato, nel proprio curriculum pubblicato sul sito di Sea risorse, il presidente Guidi. Contestazioni relative alla sua partecipazione ad alcuni degli incontri “culturali” sulla vasta materia dei rifiuti. Peraltro, a proposito di Guidi, va aggiunto che la lettera del curriculum è consigliato a chiunque si voglia candidare alla presidenza di una società pubblica e/o partecipata: perché, nel caso di Guidi, fa curriculum nero su bianco la sua militanza prima nella Sinistra giovanile, poi nei Ds ed infine nel Pd.

Se Sandra Mei e David Zappelli finiranno per scontare l’aver tenuto posizioni diverse da quelle del partito nei confronti dell’amministrazione Betti (ma va ricordato che fu il Pd regionale ad inviare a Viareggio Stefano Bruzzese, responsabile Enti locali, per far sì che Betti presentasse le dimissioni dopo la dichiarazione di dissesto), a Romanini sarebbe imputata la mancata informazione sullo stato di dissesto dei conti pubblici, come da lettere dell’allora ragioniere capo, Maurizio Nieri. Era il 18 novembre 2013 e di lì alla fine del mese i consiglieri comunali avrebbero votato il bilancio assestato. Gli stessi consiglieri che Romanini aveva obbligo giuridico di informare. Per onore di verità, va ricordato che Nieri scrisse il 25 giugno 2013 al sindaco Betti appena insediato (e sulla lettera è tracciato a mano “inviata con mail”) ed ancora il 13 settembre al sindaco e all’allora assessore al bilancio Alessandro Caprili.

«Se la decisione della commissione di garanzia fosse quella di cui circola voce», è la voce di Chiara Romanini, «vorrei proprio capire quale articolo dello Statuto del partito avrei violato, quale violazione del codice etico avrei commesso. Non si è mai vito che gli eventuali errori che in una gestione amministrativa si possono commettere si scontano nel partito!».

Il Pd viareggino ha, però, un problema di fondo che la sentenza della commissione di garanzia si augurerebbe di spazzare via in un colpo solo: Betti è dichiarato innocente e questo pacifica le velleità dell’ex sindaco di candidarsi con una propria lista civica esterna al Pd. Lo stesso Betti che avrebbe già raccolto circa 80 firme (su 330 iscritti 2014) per chiedere le primarie. E gli esponenti del partito a lui più vicino ancora ieri ricordavano che per Statuto «se l’amministratore uscente si ricandida è ricandidato di diritto», e sta agli altri possibili “contendenti” mettersi in moto per raccogliere firme a pro delle primarie.

«Per quanto mi riguarda - conclude Romanini - mi difenderò in ogni sede possibile». Una difesa che Sandra Mei ha già esercitato, depositando alla commissione di garanzia del Pd versiliese una documentazione puntuale (cartacea e audio) relativa a tutti gli sviluppi della vicenda politico amministrativa che l’ha vista protagonista insieme al collega David Zappelli, con la mediazione - va ricordato - del Pd regionale in alcuni dei passaggi cruciali, come il voto al bilancio consuntivo 2013 che vide la firma di un vero e proprio accordo tra l’allora sindaco ed il gruppo dei cosiddetti “dissidenti”.

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