Il Tirreno

Versilia

Imprenditore di Lido arrestato per usura

di Gianni Parrini
Imprenditore di Lido arrestato per usura

Sergio Vaglini da ieri è ai domiciliari: è accusato di essere uno dei mandanti di un sodalizio criminale operante al Nord

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LIDO. Avrebbe prestato 500mila euro a un imprenditore edile bresciano, ma quando la sua ditta è fallita, invece di rivolgersi al curatore fallimentare avrebbe usato tre esattori pregiudicati (un calabrese e due siciliani) per riavere i soldi. Forti delle accuse di estorsione e usura, ieri mattina all’alba i carabinieri hanno bussato alla porta di Sergio Vaglini, 75 anni, nato a Pisa, imprenditore ed ex dirigente d’azienda, da qualche anno residente a Lido di Camaiore. L’uomo è ora agli arresti domiciliari. Secondo i militari, faceva parte di una banda dedita alle estorsioni operante tra il nord Italia e la Toscana. Nell'ambito della stessa operazione, i carabinieri hanno eseguito altre 7 ordinanze di custodia cautelare (tutte in carcere) ai danni di altrettante persone. Inflitti anche due divieti di dimora nella province di Bergamo e Brescia.

«L'indagine “Blackmail” è iniziata nell'ottobre del 2013 - hanno spiegato i carabinieri nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Bergamo – in seguito alla denuncia presentata da una delle vittime di una tentata estorsione. Tale testimonianza ha consentito di individuare un sodalizio criminoso composto da cinque soggetti dei quali due imprenditori (Vaglini e Angelo Martinelli di Bergamo) quali mandanti, e tre pregiudicati (uno calabrese e due siciliani) quali esattori».

Secondo gli inquirenti, nel 2007 Vaglini avrebbe prestato 500 mila euro alla società Tema srl, amministrata da Giuseppe Gorini, imprenditore edile di cui lo stesso Vaglini era stato socio fino a qualche anno prima. Nonostante il prestito l’impresa è fallita e i soldi non sono stati restituiti. A quel punto Vaglini e Angelo Martinelli hanno cercato di recuperare il credito utilizzando «manodopera» calabrese e siciliana come Antonino Scopellitti e Biagio Proietto, due degli arrestati, che avrebbero più volte minacciato l'imprenditore per costringerlo a pagare.

Per cercare di comprendere intrecci e legami tra le persone coinvolte i carabinieri hanno disposto una serie di intercettazioni dalle quali è emerso che Vaglini e Martinelli, insieme a Scopellitti, prestavano anche denaro a tassi usurai a commercianti e imprenditori lombardi. Le vittime, versando in gravi difficoltà economiche, spesso tardavano a pagare le «rate». A questo punto entrava in azione il gruppo di siciliani che non esitava a minacciarli per recuperare i soldi. Gli episodi in tutto sono quattro, ma Vaglini sarebbe indagato solo per usura ai danni di due imprenditori edili di Rovato, a cui aveva prestato 100mila euro con un tasso di interesse del 100%. L'operazione, denominata "Blackmail", è stata condotta dalla Procura della Repubblica di Bergamo e si è avvalsa dei carabinieri dei comandi provinciali di Bergamo, Brescia, Palermo e Lucca.

Il 75enne residente a Lido, a differenza degli altri, ha ottenuto i domiciliari, ma solo per un fatto anagrafico. A Camaiore Vaglini non è persona particolarmente conosciuta.

@Parrini77

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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