Il Tirreno

Versilia

Una balena di 15 metri spiaggiata a Lido

di Alessandro Bracci
Una balena di 15 metri spiaggiata a Lido

L’esemplare era stato avvistato giorni fa a Livorno. Lunga processione di curiosi venuti a immortalare il cetaceo

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LIDO. È una balenottera comune (nome scientifico: Balaenoptera physalus), lunga tra i quindici e i diciassette metri e pesante una trentina di quintali, il cetaceo che nella mattinata di ieri è stato ritrovato senza vita sulla spiaggia di Lido di Camaiore, nei pressi degli stabilimenti balneari “Il Cavallone” e “Moreno”, a poche decine di metri dal confine con Marina di Pietrasanta. L’esemplare, presumibilmente un maschio di giovane età, è stato rinvenuto intorno alle otto di mattina da alcuni passanti, i quali, scorta la grande sagoma fuoriuscire dall’acqua, hanno subito allertato polizia municipale e capitaneria di porto. Secondo una prima analisi di Arpat, la morte del gigante marino (il cui corpo è in evidente stato di decomposizione) dovrebbe indicativamente risalire ad una decina di giorni fa.

Esperti al lavoro. La capitaneria conferma che si tratta della stessa balenottera che qualche giorno addietro era stata avvistata alla deriva nelle acque antistanti il porto di Livorno e per la quale era stato emanato un avviso urgente ai naviganti da parte della direzione marittima della città labronica. Sul luogo del ritrovamento, oltre alla capitaneria di Viareggio, sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, la polizia municipale, i tecnici di Arpat ed il dottor Silvio Nuti del Ce.Tu.S (Centro di Ricerca sui Cetacei) di Viareggio i quali hanno transennato la zona e fatto i primi rilievi del caso. Nel pomeriggio i tecnici del Comune hanno poi provveduto a spostare, non senza difficoltà, la carcassa di qualche decina di metri verso il centro della spiaggia, in modo da facilitare le operazioni relative ai rilievi morfometrici e di necroscopia: due i trattori che hanno trascinato a centro spiaggia, grazie ad un sistema di cinghie, il corpo inerme del gigantesco essere marino.

Le operazioni. Per ragioni di sicurezza sanitaria, l’area intorno ai resti del cetaceo è stata delimitata per un raggio di circa quindici metri. Gli interventi di analisi saranno operati nella prima mattinata di oggi grazie al lavoro congiunto dei tecnici dell’università di Siena, dei veterinari dell’Izslt di Pisa e del Cert dell’Università di Padova, ente incaricato dal ministero dell’Ambiente che già aveva seguito casi analoghi a Rosignano e San Rossore. Solo dopo questi accurati sopralluoghi il corpo del cetaceo potrà essere rimosso e sarà possibile delineare un quadro più chiaro e completo sulla provenienza dell’animale e sulle ragioni che lo hanno portato a morire in acque toscane.

La causa di morte. Da una prima rapida analisi, la balenottera potrebbe essere morta in seguito alla contrazione di un virus che sta decimando i cetacei (il morbillivirus), ma non si esclude che possa aver perso molto sangue in seguito ad una ferita, ben visibile sul corpo spiaggiato. Il ritrovamento del gigante marino ha richiamato molti curiosi sul luogo del ritrovamento, nonostante il meteo fortemente instabile, il vento freddo e l’odore pungente emanato dalla carcassa.

I curiosi. Gli accorrenti non hanno perso tempo per immortalare, come è ormai da prassi ai giorni nostri, i resti del povero cetaceo con smartphone, tablet o videocamere, in un sorta di macabra caccia allo scatto più fotogenico. Il tam-tam di media e social ha richiamato molta gente sulle rive lidesi, tramutando il ritrovamento in un vero e proprio evento: per tutta la giornata si è susseguito un gran via vai di persone, che hanno voluto testimoniare con i propri occhi l’eccezionale accadimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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