Il Tirreno

Versilia

Showroom al posto del distributore

Proprietà e Comune discutono dell’ex pompa di benzina su viale Colombo

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VIAREGGIO. Uno showroom con centro di promozione turistica al posto del dismesso distributore di benzina sul viale Colombo, nei pressi della Fossa dell’Abate. È una delle ipotesi riguardanti il futuro dell’ex pompa di carburante, che ormai da anni versa in condizioni di abbandono e degrado. Un triste neo all’ingresso della località costiera.

Nel novembre 2009 il fondo divenne proprietà della società B2K Balena 2000 della famiglia Lardinelli, che lo acquisì dal Comune tramite asta pubblica per una cifra vicina ai 363mila euro. Oltre cinque anni più tardi l’area non ha ancora subito alcun intervento: l’idea iniziale di costruire un bar pasticceria all’avanguardia si è arenata tra intoppi burocratici (la zona è soggetta al vincolo paesaggistico della Sovrintendenza e dell’autorità di Bacino) e tecnici (sono sorte difficoltà oggettive nello spostamento di una grande centralina elettrica retrostante la struttura).

Nemmeno il passaggio dall’amministrazione Bertola a quella guidata da Alessandro Del Dotto è riuscito a favorire lo sblocco delle operazioni: ipotesi, incontri e proposte si sono susseguiti, senza mai definire un piano d’intervento preciso. Si era parlato anche di un mini project financing, ipotesi di scambio tra interventi privati e sconti su oneri urbanistici, il quale però non ha avuto seguito.

A subire questa impasse è, ancora una volta, il decoro del viale Colombo, negli ultimi tempi salito agli onori delle cronache per questioni relative al degrado. «Siamo ancora fermi ad una fase preliminare – ci dice l’assessore Simone Leo -. A fronte di un preciso programma da parte del privato definiremo l’impegno di natura pubblica». L’amministrazione si renderebbe disponibile anche a concedere un’area più grande per l’edificazione della nuova struttura, a patto che il privato fornisca una contropartita di pari interesse pubblico: «A fronte di una richiesta di aumento del volume edificabile – prosegue Leo - per riequilibrare la situazione potremmo accordarci per la destinazione di una parte della struttura stessa per attività di promozione turistica. Ciò che ci preme di più è che l’intervento in quell’area sia il meno invasivo possibile». Tra le ipotesi, come detto, prende piede quella dello showroom.

Alessandro Bracci

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