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lutto

Forte dei Marmi, muore nel sonno a 38 anni

Nel riquadro Calogero Di Falco, sullo sfondo il Grand hotel Imperiale
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Nel riquadro Calogero Di Falco, sullo sfondo il Grand hotel Imperiale

Calogero "Lillo" Di Falco da anni faceva la stagione come barista al Grand hotel Imperiale. Il dolore di Roberta Bonfanti e dei colleghi: "Una persona che sapeva essere gioiosa e impeccabile"

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FORTE DEI MARMI. Si è spento a soli 38 anni nel sonno, vittima di un malore. Lasciando nello sconforto i colleghi del Grand hotel Imperiale di Forte, dove da cinque anni - come si dice in gergo - faceva le stagioni come barista.

Se n’è andato così, all’improvviso, Calogero Di Falco, detto “Lillo”. «Ci eravamo sentiti per gli auguri di Natale - afferma Roberta Bonfanti, titolare dell’Imperiale - mi sembra impossibile che non ci sia più. Siamo tutti sconvolti».

“Lillo”, originario della provincia di Agrigento, era ormai di casa in Versilia. Dove viveva da marzo a ottobre, salvo tornare in Sicilia nei mesi invernali. All’Imperiale, struttura a cinque stelle di grande richiamo a Forte dei Marmi, si occupava del bar e di tutto ciò che riguardava l’attività tra cucina e sala. «Sin da quando è arrivato da noi - spiega Roberta Bonfanti - ha colpito tutti per la capacità di spezzare i momenti di tensione, che ci sono eccome come in tutti i posti di lavoro, con una battuta. Ecco, se dovessi descriverlo direi così: allegria, gioia e spensieratezza nascoste dietro alla professionalità. Che in una struttura come la nostra non può mai mancare, dato il livello del servizio che ci proponiamo di offrire».

Di Falco, quando lavorava a Forte, viveva nell’alloggio dei dipendenti a Querceta. «Da quando abbiamo aperto abbiamo mantenuto sempre lo stesso staff - prosegue la Bonfanti - 120 persone che io considero un po’ una famiglia, visti i rapporti che si sono creati. In questo senso siamo una realtà particolare, e devo dire che ho sempre ringraziato tutti per la professionalità e la discrezione che ci hanno sempre garantito. Lillo - conclude la titolare dell’Imperiale - era uno di loro, e la sua scomparsa ci ha scosso tutti perché non siamo riusciti nemmeno a dirgli addio».

 

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