Il Tirreno

Versilia

in tribunale

Assalto al Varignano, condannati tutti gli imputati

Matteo Tuccini
La lettura della sentenza in tribunale a Lucca (foto Iacopo Giannini)
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La lettura della sentenza in tribunale a Lucca (foto Iacopo Giannini)

Viareggio. Sei spari contro il Suv per gambizzare un rivale: i giudici infliggono otto anni e quattro mesi di carcere a Vincenzo Saetta (ritenuto il mandante) e Alessandro Discetti. Cinque anni per Marco Saetta e cinque anni e otto mesi per Angelo Pizzi

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VIAREGGIO. Tutti condannati gli imputati per l'assalto al Suv che nell'ottobre del 2011 terrorizzò il Varignano. Vincenzo Saetta, ritenuto il mandante dell'attentato a colpi di pistola all'auto di Stephan Petrovici, è stato condannato a otto anni e quattro mesi di carcere e cinquemila euro di multa dal tribunale di Lucca. Stessa pena per Alessandro Discetti, ritenuto l'esecutore materiale dell'assalto.

Per Angelo Pizzi, che avrebbe guidato lo scooter usato per l'attentato, la condanna è di cinque anni e otto mesi. Per Marco Saetta, fratello di Vincenzo che avrebbe fornito supporto logistico, la condanna è di cinque mesi.

L'agguato avvenne nel 2011, tra la via Paladini e la via del Forcone, con sei proiettili calibro 7.65 sparati in corsa contro il Suv di Stephan Petrovici, romeno allora 35enne. Che finì all’ospedale Versilia per essere operato d'urgenza a una gamba, colpita da tre di quei sei proiettili. L'intervento chirurgico riuscì perfettamente e gli salvò la vita.

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Secondo l'accusa, che è stata confermata dai giudici di primo grado, l’uomo che dette l’ordine di sparare a Petrovici è Vincenzo Saetta: per lui il pm Aldo Ingangi aveva chiesto 10 anni di carcere. L’obiettivo, però, non era quello di uccidere Petrovici. Ma di fargli capire che doveva pagare i 17mila euro mai versati per una Mercedes, che Petrovici aveva preso da uno zio di Saetta.

L’attentato - sempre secondo l’accusa - sarebbe stato eseguito materialmente da Alessandro Discetti (cognato di Saetta) a bordo di uno scooter guidato da Angelo Pizzi. Con il supporto logistico di Marco Saetta, fratello di Vincenzo. Perciò il sostituto procuratore Ingangi aveva chiesto al tribunale di Lucca di condannare Saetta e Discetti a 10 anni di carcere, Pizzi a 8 anni e Marco Saetta a 6.

Gli imputati sono stati ritenuti colpevoli di lesioni gravissime, rapina e tentata estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso. Gli avvocati difensori, Massimo Landi, Eriberto Rosso, Giorgio Nicoletti ed Emanuele Ciappi, hanno annunciato che faranno appello.
 

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