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«Valori preoccupanti ma è presto per tirare delle conclusioni»

«Valori preoccupanti ma è presto per tirare delle conclusioni»

Emilia Bramanti, ricercatrice del Cnr, non nasconde la delicatezza della situazione ma invita tutti alla cautela

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PIETRASANTA. «La situazione è preoccupante. Sicuramente più preoccupante del previsto e da aggredire con la massima serietà e determinazione». Emilia Bramanti, ricercatrice del Cnr di Pisa, nonché residente di Valdicastello, è da mesi in prima linea sul fronte dell'emergenza-tallio.

Un residente su due della frazione risulta esposto al tallio: quali conclusioni si possono trarre da questi esiti?

«Nessuna conclusione, al momento: la letteratura scientifica non è oggi in grado di dirci quali saranno gli effetti a lungo termine sulla salute causate da questa contaminazione».

Il tallio, nell'organismo, può dare effetti diversi da individuo ad individuo?

«Sì, è un problema di variabilità biologica. Noi sappiamo quali sono gli effetti negativi in caso di intossicazione acuta a causa di questo metallo pesante, ma quello che noi stiamo monitorando sono gli effetti derivanti dall'intossicazione cronica. Per intendersi dal fatto di avere bevuto o fatto ricorso ad acqua inquinata negli anni».

Azzardato quindi, sempre in questa fase, parlare di eventuali patologie scatenate dal tallio?

«Sì, troppo poche e frammentarie le notizie disponibili. Detto questo è normale essere preoccupati, proprio per la scarsa conoscenza della materia».

Cosa siete chiamati a fare, sul fronte dei controlli, presso il Cnr di Pisa?

«Analizzeremo 250 campioni di capelli di altrettante persone residenti a Valdicastello e 50 di cittadini che abitano nel centro storico. Ma queste analisi cominceranno dopo che verranno completati gli esami sulla presenza di tallio nelle urine di oltre 800 persone. Esami, questi ultimi, di competenza dell'Asl di Siena».

Quando avrete un quadro definitivo dell'esposizione al tallio in base a questi controlli?

«Stando alle premesse del protocollo, voluto e finanziato, come da accordi, dalla Regione, entro fine marzo».

E poi?

«In seguito dovremo dare il via ad un'indagine sulle malattie registrate in passato a Valdicastello e poi ancora monitorare, fra le persone risultate esposte, un eventuale sviluppo di patologie nel corso degli anni».

Un'indagine complessa e a lungo termine.

«Sì, è per questo motivo che oggi non possiamo trarre alcuna conclusione. Ma certo è che i primi dati emersi dagli esami sono motivo di preoccupata riflessione».

E a proposito di esami e studi a che punto siamo con i finanziamenti?

«Sono stati promessi in varie sedi, ma ad oggi non sono ancora arrivati».(l.b.)

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