Sicurezza
La delusione del popolo in canotta rossa
In 300 di fronte alla sede del ministero. «Chi vuole investire non sa ancora se e come potrà farlo»
VIAREGGIO. Sono un po’ delusi i balneari, ieri riuniti in un presidio (erano circa 300) di fronte alla sede del summit tra Governo e rappresentanti sindacali. Tutti sapevano benissimo che la vicenda Bolkestein non avrebbe potuto concludersi con questo incontro, ma si attendevano indicazioni più chiare su quanto a lungo ancora i concessionari potranno ritenere valido il contratto con lo Stato per la gestione della loro porzione di spiaggia.
Al momento, infatti, l’unica cosa certa - e lo è ancora di più dopo che il Governo ha sgombrato il campo dai dubbi - è che le concessioni oggi in vigore dureranno altri 6 anni, cioè fino al 31 dicembre 2020. Una prospettiva non lunghissima, per chi intende fare investimenti di un certo tipo.
«Di sicuro - afferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale del sindacato Fiba Confesercenti - questa è la nota meno positiva dell’incontro, che per altri versi è stato invece di buon auspicio. Ma la trattativa è appena iniziata. Noi continuiamo a ribadire la necessità di una proroga trentennale, prima che le nuove norme entrino a regime. È un periodo sufficiente per adeguarsi al cambiamento e per permettere a chi lo vuole di tornare a investire con forza nel proprio stabilimento».
«Si parla ancora troppo di Europa, e di obblighi che dobbiamo rispettare - afferma Graziano Giannessi, decano dei balneari versiliesi e titolare del bagno Nettuno di Viareggio - non possiamo dirci ottimisti, l’unica cosa positiva è che questo Governo sembra avere piena consapevolezza del problema e di come intende sistemarlo entro il 2015. Forse per la prima volta chi sta mettendo mano alla questione balneare sa di cosa parla: è un punto di partenza, se non altro». Per Fabrizio Maggiorelli del bagno Arizona di Viareggio, «è essenziale che siano più precisi sui tempi, è una questione di correttezza». Mentre per Emiliano Favilla, leader del Comitato salvataggio imprese, «le idee sono poche e confuse. Non sanno che pesci prendere, e non credo che riusciranno a portare in fondo questa riforma». Nell’incontro di ieri è stato anche portato dal Comitato la proposta Del Dotto-Granaiola, che punta ad evitare le aste cambiando le concessioni in autorizzazioni. (m.t.)
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