Sospesa la vendita dell’hotel Palace
Sul filo di lana la proprietà è riuscita a trovare un compromesso con i creditori
VIAREGGIO. Sarebbe dovuto andare all’asta oggi, per 8 milioni e 117mila euro. E invece, proprio, sul filo di lana, la proprietà del prestigioso hotel Palace di Viareggio è riuscita a trovare un compromesso con i creditori e ha evitato che il quattro stelle finisse nelle mani del giudice. «L’asta è stata sospesa – spiegano dall’Istituto vendite giudiziarie di Lucca – La pubblicità verrà tolta oggi stesso dal sito nostro e da quello del tribunale».
La speranza è che la travagliata vicenda del Palace si avvii finalmente a trovare un po’ di quiete. L’esecuzione era stata promossa nel novembre scorso da Co.Al.Ve., il consorzio cooperativo fra operatori del settore alberghiero e della ristorazione, specializzato nel commercio all’ingrosso per un gran numero di strutture.
Ma i problemi c’erano già da prima. Chiuso nel novembre 2012, l’hotel era stato riaperto nel marzo 2013, sotto la gestione della società Nostrorizzonte srl. Era quello lo strumento per rilanciare l’impresa alberghiera escogitato dalla proprietà: Maria Cristina e Luigi Marcucci, cugini del senatore Pd Andrea Marcucci e figli del fratello di Guelfo, che negli anni ha messo su un impero industriale i cui confini spaziano tra emoderivati e alberghiero.
Nei mesi precedenti le voci sull’hotel erano state numerose e variegate: spaziavano dall’entrata nella compagine societaria degli americani di Shaner - l’hotel Group americano che nel mondo gestisce strutture marchiate Hilton, Marriott e Intercontinental - all’interessamento di soci lucchesi, che avevano le sembianze di imprenditori già legati al Palace da rapporti parentali o societari (l’opzione del resto sembrava credibile in quanto il "ramo" della famiglia Marcucci proprietario del Palace possiede, proprio a Lucca, un hotel: l’ Universo). La soluzione sembrava arrivata con la Nostrorizzonte, la cui quota "proprietaria" è detenuta da Maria Cristina Marcucci.
Anche i sindacati, informati che l’asta non andrà importo, si sono detti soddisfatti e si augurano per il bene dei dipendenti che l’azienda possa riprendere a lavorare al meglio.
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