Gioco
I “magheggi” oggi all’attenzione degli inquirenti
VIAREGGIO. Era il 31 ottobre 2013 - e mentre il vento delle indagini dei carabinieri di Lucca attraversava il porto, scuotendolo come un albero maturo - Simone Anichini (ex amministratore delegato...
VIAREGGIO. Era il 31 ottobre 2013 - e mentre il vento delle indagini dei carabinieri di Lucca attraversava il porto, scuotendolo come un albero maturo - Simone Anichini (ex amministratore delegato della società in quota al privato) così parlava al “Tirreno: «Quando facemmo l’inventario e si individuarono le persone che dovevano venire a pagare con un documento, o con una delega e con la copia del documento, vennero fuori i “magheggi”...». Se un diportista - raccontava ancora Anichini - «lasciava il posto barca doveva restituirlo alla Viareggio porto e il posto sarebbe dovuto andare al primo in graduatoria. Invece, c’era chi si metteva d’accordo. Passavano di mano 20mila/30mila euro, ma chi subentrava doveva garantire di dichiarare che quel posto barca era ancora occupato da chi, invece, cedeva». Un rapporto di “fiducia” che veniva cementato da false società tra ex diportista e suo successore. Ecco perché i “magheggi” sono saltati fuori ad un controllo della documentazione. In un quadro in cui gli amici degli amici l’avevano sempre vinta. Oggi che la società è oggetto di un procedimento penale, non c’è dubbio che tra i prossimi sviluppi della vicenda ci sia il lampo che squarcerà la nebbia di “magheggi” e relativo giro degli amici. (d.f.)
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