Il Tirreno

Versilia

l'inchiesta

Commercianti versiliesi indagati per la truffa delle carte di credito

Carte di credito clonate
◗
Carte di credito clonate

Sgominata un'associazione a delinquere specializzata nel copiare il codice delle carte con cui facevano acquisti anche tra Viareggio e Forte dei Marmi. Gli inquirenti vogliono accertare se i negozianti erano vittime o complici

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Sgominata un'associazione a delinquere finalizzata al furto di codici di carte di credito e al loro utilizzo in esercizi commerciali, spesso compiacenti. Sono circa tremila le transazioni illecite per un giro di affari di circa un milione di euro individuate dai carabinieri di Olbia nell'ambito dell'operazione "Carder" che ha portato all'arresto di sei persone (tre in carcere e tre ai domiciliari), sei obblighi di dimora, 27 cittadini sottoposti ad indagine e 51 perquisizioni in Sardegna e nel resto del paese, compresa la Versilia.

Quella scoperta dai militari è una vasta frode informatica che interessa infatti Costa Smeralda, il litorale compreso tra Viareggio e Forte dei Marmi, ma anche Livorno e Milano.

In carcere sono finiti Francesco Fadda, di 40 anni, di Sassari, considerato il capo, arrestato in Ungheria, assieme alla sua convivente Sona Matiskova, di 21, ed un altro ungherese, del quale non sono state fornite le generalità, che si occupava di procurare i codici illeciti per poi smistarli in Italia. I codici venivano sottratti attraverso una "skimmer", strumento usato per copiare le carte di credito, ma anche attraverso internet.

Ai domiciliari sono finiti Giammario Chessa, di 47, di Olbia, che aveva il compito di trovare commercianti che consentissero di "strisciare" le carte fasulle nei Pos dei loro esercizi in cambio di un ritorno economico; Antonello Beccu, di 48, di Olbia, e Francesco Cardogna, di Alghero. Accuse minori contestate invece alle altre persone coinvolte.

Secondo i militari le indagini, ancora in corso e avviate nove mesi fa, potrebbero individuare ulteriori transazioni oltre alle migliaia finora emerse, mentre altri dettagli potrebbero derivare dalle 51 perquisizioni in ambito nazionale.

Fra i commercianti compiacenti, che pur essendo a conoscenza della falsità delle carte di credito, mettevano a disposizione i Pos per effettuare pagamenti fittizi, ve ne sono molti della Costa Smeralda e anche - pare almeno tre - della Versilia. Sono tutti indagati, nei loro confronti sono già scattate le perquisizioni.

Gli inquirenti devono appurare se i negozianti erano vittime della truffa (vendevano merce in cambio di un pagamento fasullo) oppure complici (incassavano i soldi della transazione elettronica senza vendere nulla e passando alla banda una quota del finto pagamento in contante). 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore