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Un nuova inchiesta sul gruppo Del Pistoia

Un nuova inchiesta sul gruppo Del Pistoia

VIAREGGIO. C’è un’altra inchiesta aperta sugli affari della famiglia Del Pistoia e delle società relative che fini dai primi anni Novanta occupano la scena imprenditoriale e politica della città, dai...

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VIAREGGIO. C’è un’altra inchiesta aperta sugli affari della famiglia Del Pistoia e delle società relative che fini dai primi anni Novanta occupano la scena imprenditoriale e politica della città, dai rifiuti al porto, ai lavori stradali, agli appalti con Snam. È quanto si apprende con certezza all’indomani delle dichiarazioni dell’avvocato Riccardo Carloni, legale di Paolo Del Pistoia nella vicenda che ha visto la “Manutenzioni Toscana” perdere un subappalto proprio in ambito Snam a seguito di informazione antimafia interdittiva emessa dalla Prefettura di Lucca.

«Il provvedimento della Prefettura - ha spiegato l’avvocato Carloni - era stato comunque acquisito dalla Procura di Lucca, dando origine ad un procedimento penale a carico di Paolo Del Pistoia, nel corso del quale sono state verificate tutte le società, comprese quelle pubblico private». Procedimento per il quale - sottolinea Carloni - «la Procura ha chiesto l’archiviazione».

Un’informazione - quella sull’archiviazione resa nota dal legale dell’imprenditore - che ha dato il via ad una vera e propria “corsa all’oro”, nel senso delle carte del procedimento nel corso del quale sono state ascoltate dalla polizia giudiziaria numerose persone. Tutte interessate ad acquisire la documentazione relativa alle indagini svolte, definite dallo stesso legale «estremamente accurata» e riguardante «ogni aspetto dell'operato societario».

D’altra parte Paolo del Pistoia diventa titolare degli appalti del Comune di Viareggio in materia di rifiuti già nei primi anni Novanta, per poi diventare socio privato di Sea risorse nel 2003 (in maggioranza) e di Mover (la società dei parcheggi) nel 2012. Un ruolo, quello di Del Pistoia nelle imprese pubbliche che l’attuale amministratore delegato di Sea risorse, Alberto Corsetti, nel dicembre 2013 così definiva al “Tirreno”: «Il capitale privato sostiene la solidità dell’azienda».

Per dieci anni Del Pistoia e le sue imprese (la Sasit in particolare) attraversano i lavori portuali, dall’escavo alle manutenzioni, aggiudicandosi ripetuti appalti. Nel 2010 è stato proprio “il Tirreno” con un’inchiesta in tre puntate a darne conto nei particolari. In porto la Sasit ha in concessione la banchina “Sandorino”, l’unica munita di cancello, con una durata di trentacinque anni. Ed è la stessa “Sasit” finita nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia de L’Aquila sugli appalti per l’escavo del porto di Pescara. Vicenda che ha visto la richiesta di rinvio a giudizio per Paolo Del Pistoia nel febbraio dello scorso anno. Infine, è ancora la stessa impresa - quella che ha un appalto a Capannori bloccato per l’assenza della certificazione antimafia - per quale si apprende - dalla comunicazione di Riccardo Carloni - di un’interdittiva antimafia prefettizia con relativo ricorso al Tar. (d.f.)

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