Gioco
Da Viareggio alla tv il sogno realizzato di Alice Martinelli
La giornalista racconta i suoi esordi sulla carta stampata fino all’ingresso nella redazione di Servizio Pubblico
VIAREGGIO. Quando ha concluso il liceo classico a diciannove anni, Alice Martinelli in mano aveva un biglietto per Roma e nella testa tanti progetti. Si immaginava su un palco, perché il teatro per lei era più di un semplice hobby. Ma nella vita si può anche cambiare idea. Figuriamoci nella Capitale, dove gli sbocchi professionali sembrano infiniti, rispetto alla piccola Viareggio.
Scopre il giornalismo, la curiosità diventa rapidamente un lavoro. A neanche ventotto anni, Alice si ritrova a Servizio Pubblico (la trasmissione di Michele Santoro ce va in onda tutti i giovedì sera su La7). Così in alto, così presto, non ci si arriva per caso.
Diploma e fuga. È nata il 25 dicembre del 1986. Per questo in casa Martinelli, il giorno di Natale, è festa doppia. Meglio una versione di greco o latino, piuttosto che un’equazione di matematica o un teorema di fisica. Alice ha una propensione per le materie letterarie che la spinge a frequentare il liceo classico di Viareggio. Un percorso di studi concluso brillantemente, dopo il quale si aprono nuovi scenari. Vuole andarsene per guardare il mondo da un’altra prospettiva. Dalla (fin troppo) tranquilla Versilia alla caotica ed affascinante Roma. «Sono partita con l’idea di fare un’esperienza, all’inizio le idee non erano così chiare». Lo spiega lei stessa che il giornalismo diverrà una ragione di vita soltanto in un secondo momento. L’università “La Sapienza” propone tanti corsi di laurea: uno di questi, “Professioni dell’editoria e del giornalismo”, rapisce l’attenzione e la curiosità di Alice. «Mi piaceva il fatto che alle lezioni teoriche veniva unita molta pratica» racconta oggi. Talmente “rapita” che scriverà una tesi su Walter Cronkite, anchorman della Cbs, morto nel 2009. «Un lavoro di quasi cinquecento pagine, ci ho dedicato quasi un anno», ricorda con piacere.
All’improvviso il master. Il percorso di formazione della viareggina non si ferma qui. Vuole conseguire anche la laurea specialistica, ma a metà del suo cammino cambia bruscamente rotta. Prova ad entrare alla scuola di giornalismo della Luiss, quella che dà l’accesso all’esame per diventare professionista. Alice risulta la migliore tra i candidati. La strada è ormai tracciata. Prende confidenza con le mansioni quotidiane: realizzazione e montaggio di servizi, stesura degli articoli, lettura delle notizie di fronte ad una telecamera. «Svolgevamo tutte queste attività a gruppi di dieci, è stata formativa come esperienza». Arriva il momento degli stage: il primo a Sky Tg24, l’altro al Tg1. Una tesi sul giornalismo politico, incentrata su Beppe Grillo. Ed anche il master è archiviato. Cominciano le collaborazioni: redazioni online di Messaggero e Corriere della Sera. Qui si occupa del sociale. Ad ottobre 2013 cambia tutto. Giornale, città, incarico. Alice svolge il praticantato al Secolo XIX, con il compito di raccontare ciò che accade in alcune zone di Genova. «Stavo in mezzo alla gente, mi facevo raccontare i problemi dei commercianti, raccoglievo le proteste. Era il giornalismo che più mi piaceva. Giravo per le strade e cercavo notizie. Conservo bellissimi ricordi di quel periodo e ci tengo a ringraziare Umberto La Rocca (l’allora direttore del giornale, ndr)».
Una chiamata ti cambia la vita. In una mattina, all’apparenza, come tante altre, il telefono di Alice squilla. Vede che la stanno chiamando da Roma, ma lei sta lavorando. E non risponde. Non poteva certo sapere che la segreteria di Servizio Pubblico la stava contattando per proporle un colloquio. «Ero in mezzo al caos, stavo scrivendo un articolo dal cellulare. Mi hanno richiamato il giorno dopo, per fortuna. Ho parlato via skype direttamente con Michele Santoro. Ero stata selezionata nell’ottica di un rinnovamento della redazione, eppure io non avevo mandato alcun curriculum. Non me l’aspettavo, ma ho accettato subito, senza esitazioni». Alice lascia Genova e se ne ritorna a Roma. «Adesso sono in Serie A, in un programma dove il livello è molto alto. I ritmi sono elevati e la difficoltà costante è trovare lo spunto per differenziarsi dai tanti talk-show che la tv propone ogni giorno».
Viareggio, che delusione. Lo afferma senza alcun timore: «Per chi vuole diventare giornalista a certi livelli, trasferirsi a Roma o Milano è indispensabile. Ci sono anche ottimi colleghi nei giornali locali, tutto dipende dal grado di ambizione. Per me andare via da Viareggio è stato fondamentale, soprattutto per vedere la reale dimensione delle cose. Qui ci accontentiamo, viviamo pensando ai fasti del passato, convinti che non ci siano città più belle della nostra. Eppure non è affatto così. Comunque torno sempre volentieri per rivedere famiglia e amici». Giovane, preparata e con le idee ben chiare sul mondo, quello del giornalismo, di cui fa parte: «È un settore dove le difficoltà aumentano di giorno in giorno, bisogna essere bravi a capire le tendenze del momento e sfruttarle. Non penso a come e dove mi vedrò tra 10-15 anni. Penso a fare del mio meglio ogni giorno, tutti i giorni».
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