Il Tirreno

Versilia

emergenza criminalità

Assalto in villa: cinque donne in balìa dei banditi

di Luca Basile
Assalto in villa: cinque donne in balìa dei banditi

Legate, malmenate e minacciate di morte con i coltelli. Tre quarti d’ora di terrore e violenza in una abitazione di Pietrasanta

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PIETRASANTA. Tre quarti d'ora di minacce, coltelli puntati contro, grida e puro terrore. Tre quarti d'ora, interminabili e drammatici, durante i quali cinque persone sono state costrette a subire la rabbia e la violenza di chi, pur di mettere le mani sui soldi, si è dichiarato disposto a tutto. Anche ad uccidere. Quanto accaduto sabato sera, poco prima delle 21 nella zona di Città Giardino - siamo a un minuto d'auto dal centro storico di Pietrasanta - ha sì i contorni della tragedia evitata, ma, sullo sfondo, resta la sensazione che nessuno, oramai, riesca a sentirsi al sicuro anche all'interno della propria casa.

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È poco dopo l'ora di cena nella villa di proprietà di Caterina Rossi Canevari, origini fiorentine, versiliese di adozione, che ha scelto anni fa Pietrasanta, alla pari della sorella, per godersi in tranquillità la propria vecchiaia. Una villa che non può passare inosservata, quella di Rossi Canevari: il giardino, ampio e ben curato, l'architettura di elegante impatto, la piscina che fa da cornice ad un ambiente esclusivo. Non passa inosservata ed infatti qualcuno, forse, la teneva sotto controllo. Quando il “tuttofare” di casa, al termine del proprio turno di lavoro, se ne va, quel qualcuno decide di entrare in azione. Forse, sempre nel tardo pomeriggio di sabato, i ladri - quattro, incappucciati, con uno spiccato accento, stando alle prime testimonianze, dell'est Europa - avevano già scavalcato il muretto nascondendosi in un angolo del giardino per poi introdursi nella casa da una delle porte laterali. L'allarme non scatta perché non ancora inserito: all'interno, oltre alle due sorelle, c'è una loro parente, di 88 anni e due badanti. Il silenzio fra le mura, attenuato solo dal rumoreggiare dell'audio del televisore, viene improvvisamente squarciato dalle grida dei ladri: puntano il coltello contro le due dipendenti, bloccandone mani e piedi con lo scotch, scaraventano per terra l'88enne - le due sorelle sono a letto nelle loro rispettive camere - iniziano a prendere a schiaffi una delle due badanti perché, impaurita, si è messa a gridare.

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«Dove tenete i soldi? Dov'è la cassaforte? O ce lo dite o vi ammazziamo» ripetono puntando i coltelli contro le donne. «Se state zitte e fate quello che vi chiediamo, non vi succederà niente» aggiunge uno dei quatto malviventi, celato dal passamontagna e da indumenti completamente neri. Ma di soldi, nella casa, non ce ne sono: le donne provano a dirlo, insistono, piangono, implorano. Parole che non convincono i quattro: alla fine una cassaforte - vecchia, inutilizzata da tempo e senza contante o preziosi al suo interno - viene trovata dai ladri. Ed i momenti successivi saranno, per le badanti in particolare, i più drammatici. Uno dei ladri torna a minacciarle. «Dateci le chiavi o vi ammazziamo».

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Ma delle chiavi, in casa, non c'è traccia: e proprio quando la situazione rischia di degenerare - nel frattempo tre delle cinque donne erano state rinchiuse in una stanza - la banda decide di andarsene, forse perché veramente convinta dal fatto che in quella stessa abitazione, dove sono stati rovesciati cassetti, mobili ed ogni genere di arredo, non ci sia traccia di contante. Se ne vanno portandosi dietro, quasi per rabbiosa rivalsa, i denari custoditi nei portafogli delle donne, telefonini e Ipad. Lasciando in scia un'ultima minaccia: «Non date l'allarme prima di 15 minuti. Altrimenti sappiamo dove abitate e torneremo a cercarvi». Quello che seguirà, da quel momento in poi, l'arrivo della polizia, le prime ricerche, l'inventario dei danni e del, poco, rubato, le voci e i modi dei ladri, sono già oggetto di indagine. Indagine che niente potrà contro la paura e la percezione di una violenza ostentata che da sabato notte angoscia cinque persone.

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