Gioco
Mori si candida a sindaco di Pietrasanta: con me si cambia
La parola d’ordine nella campagna per le primarie del centrosinistra è discontinuità «Non basta ricordare il buono che è stato fatto in questi cinque anni, bisogna cambiare passo»
PIETRASANTA. Voleva le primarie di coalizione, Luca Mori, per designare il nome del candidato a sindaco del centro-sinistra. Una richiesta, ad alta voce, che l'ha portato a scontrarsi con Domenico Lombardi, il suo stesso partito, il Pd e a dimettersi - per tutta una serie di motivazioni - dal ruolo di vicesindaco. Adesso che le primarie sono realtà - il voto è in agenda il 22 maggio - Mori canta vittoria. «È da settembre che auspico che questo percorso venga seguito e sono felicissimo che il Partito Democratico e tutta la coalizione lo abbia voluto ed accettato. Ci affronteremo, lealmente, a viso aperto e non arroccati nelle sedi di un partito» sono state le parole dello stesso Mori, ieri mattina, durante la presentazione ufficiale della propria candidatura, lungo via Mazzini.
Voltare pagina. La parola d'ordine è discontinuità. «Non basta ricordare il buono che è stato fatto in questi 5 anni da parte dell'amministrazione di cui ho fatto parte: serve infatti un cambio di passo, serve un sindaco che stia fra la gente e non a palazzo ed infatti il mio ufficio sarà la strada, serve un rinnovamento. La mia squadra di Giunta e la futura classe dirigente - insiste Mori - non risponderanno a spartizione partitiche, ma ad un unico requisito: la competenza. Ci saranno volti nuovi. Così come ci sarà una riorganizzazione della macchina comunale».
Veti. Mori che lancia poi una missiva a Rc e Pdci. «Il loro veto sul mio nome? Se fai parte di una coalizione, non puoi attendere l'evolversi degli eventi per decidere il da farsi. Non accetto l'idea di un veto sulla persona: bisogna confrontarsi sui programmi».
Avversari. L'ex vice-sindaco non teme una campagna elettorale, in chiave primarie, caratterizzata da colpi bassi e veleni. «Lo ripeto: sarà una competizione leale: Italo Viti, per il sottoscritto, è come un fratello e mi fa molto piacere che Rossano Forassiepi partecipi alle primarie e condivida i punti del programma per la città che anticipai in un documento, nei mesi scorsi. Se, in caso di sconfitta sosterrò il vincitore? L'ho sempre fatto: a patto che si porti avanti un programma per Pietrasanta che rimetta al suo centro i cittadini e che si volti pagina con il passato».
Priorità. «Ci metto passione e coraggio, in questa avventura - aggiunge Mori : non mi candido per mera ambizione personale, ma perché penso di avere delle buone idee per fare il bene della città. Ed ho già dimostrato di non accettare lacci o vincoli. Fra le priorità penso ad un budget da riservare alle frazioni con i residenti che saranno chiamati ad indicare su cosa intervenire, un decoro urbano all'altezza della città cosa che non sempre c'è stata in questi anni, valorizzare e legare Pietrasanta ad eventi e mostre evitando errori, come Anteprime Mondadori ospitate in Versiliana, privilegiando sempre più il nome della nostra città e non il marchio di turno. Così come sarà massimo l'impegno per il sociale dove erogheremo incentivi per le prime case».
Dimissioni. Sullo sfondo resta il rapporto, problematico, con il sindaco Lombardi. «Lo ringrazio per quello che mi ha insegnato, ma ho deciso di andarmene perché ha dimostrato di non avere fiducia nei miei confronti. Le nostre erano divergenze politiche, lui le ha personalizzate. Di certo chi collega le mie dimissioni all'emergenza tallio - precisa Mori - è in malafede: ho seguito e gestito questa situazione sia come amministratore che come cittadino. Il giorno dell'ordinanza di divieto di bere acqua nel centro storico, il sottoscritto si muoveva di abitazione in abitazione per allertarle famiglie. Inquinamento del voto delle primarie da parte del centro-destra? Di certo io non vado a cercare questo genere di preferenze. E comunque ci sono delle regole, basta farle rispettare, dando però al tempo stesso al cittadino la possibilità di scegliere la persona. È già successo in passato che a destra abbiano votato referenti di sinistra e a sinistra abbiano votato esponenti di destra».
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