Il Tirreno

Versilia

Svolta alla Misericordia Croci è il vicepresidente

di Matteo Tuccini

Il nuovo consiglio si è insediato e ha nominato il numero 2 del Magistrato Un segnale chiaro: si punta a sgretolare l’egemonia di Roberto Monciatti

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VIAREGGIO. Svolta epocale nella Misericordia di Viareggio. Al termine di una giornata lunga si è insediato ufficialmente il nuovo consiglio, rinnovato per un terzo nelle elezioni dello scorso novembre. L’assemblea ha eletto come vicepresidente della Confraternita Giorgio Croci, commerciante in pensione e volontario da 40 anni, che subentra a Mario Pellegrini. Per Croci, che già aveva ricoperto incarichi da amministratore nell’èra precedente alla presidenza di Roberto Monciatti, è un ritorno nella stanza dei bottoni di via Cavallotti: farà parte del Magistrato, l’organo esecutivo dell’associazione, composto da sette membri e guidato da Monciatti stesso. E c’è da credere che il ruolo di Croci sarà importante, nella gestione futura della Misericordia.

Cambiano gli equilibri. Oltre alla nomina di Croci, è il cambiamento dell’intero consiglio - con 10 volti nuovi - a spostare gli equilibri all’interno dell’associazione. Equilibri che, inevitabilmente, non sono più quelli che hanno consentito a Monciatti di tenere le redini della Confraternita per 30 anni. Secondo quanto risulta al Tirreno, infatti, 13 dei 24 componenti attuali del consiglio - quindi la maggioranza - sarebbero favorevoli a un cambiamento. A Monciatti, in particolare, viene contestata una gestione che ha portato la Misericordia a non avere più dipendenti - gli ultimi sono stati congedati il 31 dicembre scorso - ad avere un gruppo di volontari sempre più ristretto, e una situazione economica complessiva tutt’altro che florida. Esempio di queste difficoltà, la revoca della convenzione con l’Asl per il servizio di emergenza-urgenza del 118, che poi è stata riaffidato a via Cavallotti tramite la gestione della Federazione regionale delle Misericordie. Per quanto riguarda i conti in rosso, il nuovo consiglio ha approvato un piano di risanamento del bilancio.

Gli scenari. La presidenza di Monciatti scade il 31 dicembre 2015: da statuto, il consiglio non può chiederne le dimissioni. Soltanto un suo gesto volontario potrebbe anticipare quella scadenza. In teoria, la nuova maggioranza in consiglio potrebbe anche modificare lo statuto, se volesse far dimettere il presidente. Ma non è dato sapere se sia una strada che i consiglieri intendano percorrere, o se si preferisca gestire al meglio questo impasse evitando scontri aperti. Quel che è certo è che per Monciatti si apre una fase nuova e delicata, in cui dovrà confrontarsi con un’assemblea che non è disposta a fargli molti sconti. In questo senso, è inevitabile fare un paragone con la Misericordia di Camaiore, che è stata commissariata dopo che il consiglio della stessa associazione ha chiesto e ottenuto l’intervento della Confederazione nazionale (le Misericordie sono autonome tra loro, gli interventi esterni sono ammessi solo se richiesti). In quel caso, il presidente Pierluca Matteucci è stato sostituito da Alberto Ramacciotti, già governatore a Stiava. Nel caso di Viareggio, un commissariamento parziale c’è già stato, con l’affidamento del servizio 118 alla Federazione regionale. Ma Viareggio non si vorrebbe ripetere l’esperienza di Camaiore. E in questo senso va l’approvazione del piano di risanamento.

I nuovi consiglieri. I dieci consiglieri eletti sono Francesco D’Argliano, Giorgio Croci, Gabriele Cipriani, Giampiero Chicchi, Giovanni Cappadona, Massimo Capecchi, Massimiliano Mencarini, Stefano Strambi, Pierluigi Masini, Lino Sargentini.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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