Gioco
Lombardi: troppi atti di bullismo i genitori ci aiutino a fermarli
Mentre il sindaco chiede la collaborazione delle famiglie, una donna racconta di essere stata insultata e minacciata da un gruppo di minorenni. «Ma non li denuncio - dice - perché ho paura»
PIETRASANTA. «Sono stata insultata e minacciata da un gruppetto di ragazzini solo per aver detto loro, educatamente, di smetterla di fare confusione vista la l'ora. Denunciarli? No, ho paura». Sono parole di resa quella di una residente del centro storico che nella serata di mercoledì si è ritrovata travolta «dagli epiteti e dalle parole minacciose di cinque giovani, presumo minorenni, che si attardavano lungo la strada a gridare e fare sgassate con lo scooter. Mi sono affacciata alla finestra e ho chiesto ai ragazzi di farla finita o quanto meno di fare meno rumore. In tutta risposta mi hanno dato della poco di buono, urlando volgarità di ogni genere, poi uno di loro ha fatto il gesto di tirarmi qualcosa. Sembravano ubriachi. Ho provato a farmi coraggio dicendo che avrei chiamato i carabinieri, ma non si sono spaventati per niente: anzi mi hanno insultato di nuovo aggiungendo che presto o tardi me l’avrebbero fatta pagare. A quel punto ho chiuso la finestra, spaventata e ho lasciato perdere. Ho un genitore anziano da assistere, non voglio assolutamente avere a che fare con certa gente, anche se so bene che sono dei ragazzini. Il mio dovere sarebbe di denunciarli, ma non me la sento. Sono cresciuta nel centro storico, ma il degrado giovanile di questi ultimi tempi mai l'ho visto prima».
Una testimonianza che ancora una volta lascia una scia intrisa di maleducazione e bullismo da parte di una minoranza di ragazzi di cui, ieri mattina, il sindaco Domenico Lombardi ha voluto parlare con polizia, carabinieri e vigili. «Più che di micro-criminalità parlerei di inaccettabile esuberanza giovanile. Lo ribadisco: non esiste un caso-Pietrasanta sul tema della sicurezza e non ritengo che il centro storico sia nelle mani di una banda di ragazzini esagitati: detto questo, però, certi episodi - risse, minacce, vandalismi, bullismi e scherzi di cattivo gusto - non sono più tollerabili. Se il dialogo non serve, incrementeremo controlli e numero di telecamere per un giro di vite, in chiave prevenzione, non più rinviabile. Un ruolo importante lo hanno le famiglie, in questo contesto, ma ci sono genitori che agli allarmi lanciati dalle forze dell’ordine - rimarca Lombardi - replicano infastiditi dicendo che i veri problemi sono altri e che i loro figli non fanno niente di male. È vero che non ci sono, ad oggi, veri e propri reati, così come non ci sono denunce, ma certi atteggiamenti restano censurabili ed è compito di questi genitori collaborare e affrontare, anche insieme alle istituzioni e a chi ne è preposto, certe problematiche. Così come devono collaborare gli esercenti del centro storico».
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