Sicurezza
La Sasit senza certificato antimafia
Appalto bloccato a Capannori per l’impresa della famiglia Del Pistoia socia privata del Comune in Mover e Sea risorse
VIAREGGIO. È la società che il Comune di Viareggio ha scelto come socio privato in Mover, azienda dei parcheggi che ogni anno esegue un milione e mezzo di lavori stradali in città; ed i suoi titolari sono soci privati di maggioranza dello stesso Comune in Sea risorse, società che si occupa delle raccolta differenziata dei rifiuti. La Sasit, il cui amministratore unico è oggi Mario Del Pistoia - succeduto al padre Paolo in tutte le società della famiglia quando, nel luglio scorso è stata emessa un’interdittiva prefettizia antimafia nei confronti della "Manutenzioni Toscana Srl" da parte della Prefettura di Lucca - si è vista bloccare un appalto a Capannori, datato aprile 2014. Si tratta dei lavori di asfaltatura della viabilità comunale zona Nord anno 2014, come da determina numero 678 del 23 aprile scorso, a firma dell’allora dirigente ai lavori pubblici del Comune della Piana lucchese, Giuseppe Marianetti. Il quale così spiega al “Tirreno”: «Il caso ci è stato segnalato dal nostro ufficio contratti ed io l'ho subito trasmesso al responsabile unico del procedimento, il geometra Gianluca Del Carlo per l'attivazione della procedura di legge inerente la gara di assegnazione di lavori». Dalle verifiche - spiegano ancora in Comune - «è venuto fuori che quell’azienda mancava di certificazione antimafia. Il Responsabile unico del procedimento ha scritto alla Sasit una raccomandata e l’azienda non ha mai risposto. Così, ad oggi, manca ancora l’aggiudicazione definitiva dell’appalto». Ed i tempi sono prossimi a che la scelta cada sull’azienda che si è posizionata al secondo posto in quella indagine di mercato che il Comune di Capannori ha scelto come metodo per individuare a chi affidare i lavori ai quali - così si legge nelle determina - era «necessario provvedere urgentemente al fine di eliminare problematiche ed inconvenienti per la circolazione veicolare e pedonale». Un’urgenza che, evidentemente, può attendere oltre otto mesi per essere affrontata...
Alla storia dei lavori a Capannori e dell’assenza di certificazione antimafia per l’azienda versiliese che per dieci anni ha avuto decine di appalti in porto a Viareggio ed è stata coinvolta in un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila sull’escavo del porto di Pescara, il “Tirreno” è arrivato seguendo il “filo” delle certificazioni antimafia negli enti pubblici in Versilia e negli appalti della Provincia. Ed è proprio l’Ente presieduto da Stefano Baccelli che con determina 4760 del 20 ottobre 2014 - mentre, dunque, la Sasit veniva chiamata, invano, a definire la pratica sospesa per l’appalto capannorese - affida alla stessa impresa lavori di parziale demolizione, con rimozione, dell'aggallato che ha ostruito l'accesso al porto di Massaciuccoli. Per un importo di 17.977,92 compresa Iva. Nella determina si dà atto che «la ditta affidataria ha presentato autocertificazione in merito al possesso dei requisiti di ordine generale di cui all’articolo 38 del Decreto legislativo163/2006», comprensivo di rispetto delle normativa antimafia. Dall’ufficio contratti della Provincia, la risposta all’inchiesta del “Tirreno” è netta: «Negli ultimi anni non abbiamo mai riscontrato problemi con le imprese in relazione al rispetto della normativa antimafia». La Sasit, sembra di capire, non risulta in regola a Capannori ma in Provincia invece è tutto ok: un bel rebus..
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