Il 22 febbraio le primarie per il dopo Lombardi
Tre i candidati al momento in campo: gli esponenti del Pd Luca Mori e Rossano Forassiepi ma anche l’assessore uscente Italo Viti sostenuto da Sel
PIETRASANTA. Sei settimane di tempo per “preparare” le primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra, motivare gli elettori, convincere chi voterà della bontà del proprio progetto.
Sei settimane di campagna elettorale vera e propria perché il prossimo 22 febbraio il centrosinistra proverà a contarsi per poi dare voce al candidato a sindaco di una coalizione che negli ultimi mesi si è distinta soprattutto per litigi, colpi di scena, dimissioni e rancori personali e politici che di tanto in tanto riaffiorano. Uno scenario all’interno del quale annoverare l’iniziale disponibilità alla candidatura del sindaco uscente, Domenico Lombardi, che poi ha deciso di rinunciare lasciando spazio ad altre personalità ma anche un vuoto che le primarie tenetranno di riempire con un volto e con contenuti convincenti per l’elettorato pietrasantino.
«Ben vengano le primarie: serviranno a fare chiarezza e a riappacificare il “fronte” in vista delle amministrative in calendario a maggio» ci diceva, ieri mattina, un esponente del Partito Democratico.
Tre i candidati pronti a giocarsi un posto in prima fila: Rossano Forassiepi, attuale assessore ai lavori pubblici, che ha ufficializzato la sua presenza sabato scorso, dopo aver declinato inizialmente ogni richiesta in tal senso, l'ex vice-sindaco Luca Mori e l'assessore alla pubblica istruzione Italo Viti.
Forassiepi e Mori - con quest'ultimo che ha programmato per domani mattina la conferenza stampa di presentazione - sono, come noto, esponenti del Pd, mentre Viti che ha dichiarato di voler ufficializzare la partecipazione alle Primarie la settimana prossima, sarà supportato da Sel e da tutte quelle anime della sinistra che non si riconoscono nei programmi e nei nomi del Partito Democratico.
Sinistra che non vedrà rispondere all'appello al voto del 22 febbraio né Rifondazione Comunista e né il Pdci: una posizione di attesa per capire chi uscirà vincente dal lotto delle Primarie per poi decidere se correre tutti insieme, come 5 anni fa o in alternativa muoversi per proprio conto. E del resto proprio Rifondazione, su questo versante, si è già espressa: no a Mori candidato - così come aveva detto no ad un Lombardi bis - possibile via libera a Forassiepi o Viti.
Nel frattempo le segreterie dei partiti stanno mettendo a punto le “regole di ingaggio” di una consultazione in cui tutti i partecipanti si impegneranno a garantire toni e confronti civili. Ma, come detto restano evidenti le scorie invelenite di una convivenza di mandato non proprio idilliaca, come il durissimo scontro fra Lombardi e Mori - e relativi gruppi a sostegno - ed il suo fragoroso epilogo, sono lì a testimoniare.
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