Sicurezza
Caro Carnevale, Firenze difende il commissario: «Una scelta che condividiamo»
L’assessore regionale Sara Nocentini difende la decisione di far pagare i bimbi sopra i sei anni. «Contro Pozzòli polemiche pretestuose e fuori tempo massimo: nessun dietrofront»
VIAREGGIO. «Nessun dietrofront sulle scelte di politica tariffaria adottate dal commissario della Fondazione Carnevale. I bambini al Carnevale di Viareggio hanno sempre pagato. Quest'anno, in ossequio alla politica di risanamento dei conti dovuta alla situazione finanziaria del Comune, è stata soltanto abbassata l'età da cui scatta l'obbligo di un biglietto ridotto». Sara Nocentini, assessore alla cultura e al turismo della Regione Toscana, difende a spada tratta l'operato di Stefano Pozzòli. E ribadisce che, almeno a Firenze, non c'è alcuna intenzione di rivedere le scelte adottate a Viareggio in materia di politiche tariffarie. Quanto ai “privilegi” concessi ai bambini residenti a Viareggio (per i quali al contrario la soglia della gratuità è stata alzata quest'anno da dieci a dodici anni), l'assessore regionale si schiera con Palazzo delle Muse e spiega che «è solo un giusto riconoscimento alla città capitale del Carnevale e ai suoi abitanti».
Assessore Nocentini, la scelta di abbassare a sei anni la soglia della gratuità per entrare al Carnevale di Viareggio ha sollevato un vespaio...
«Ho saputo, ho saputo. E devo dire che sono rimasta sorpresa sia per i tempi che per i toni di queste polemiche. I tempi, perché questa scelta era già stata annunciata in ottobre e invece le polemiche sono scoppiate proprio adesso che si è chiusa – e con successo – la prevendita degli abbonamenti. I toni perché mi sono sembrati decisamente troppo sopra le righe».
C'è però un dato di fatto. Per le famiglie con dei bambini piccoli venire al Carnevale di Viareggio sarà economicamente più gravoso.
«Sgombriamo il campo da un equivoco. I bambini, al Carnevale di Viareggio, già pagavano anche in passato. Solo che prima si entrava gratis fino a dieci anni e adesso la soglia è scesa a sette. E questo, oltre a rispondere ad una logica di risanamento dei conti, ha permesso di equiparare il Carnevale di Viareggio a tante altre manifestazioni che ci sono in Toscana come in altre parti d'Italia. Insomma, a mio modo di vedere si tratta di una polemica pretestuosa. E francamente, a meno di un mese dall'inizio della festa, non credo che sia questo il momento di fare polemiche».
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L'altra questione che qualcuno non ha gradito è legata all'innalzamento dell'ingresso gratuito fino a dodici anni per chi è residente a Viareggio.
«Parlare di discriminazione nei confronti degli altri bambini mi sembra davvero fuori luogo. Si tratta semplicemente di un riconoscimento a Viareggio che è la città capitale del Carnevale in Toscana e in Italia».
Insomma, sembra di capire che da parte della Regione non ci sia alcuna volontà di tornare sui propri passi...
«Assolutamente no. Le scelte adottate dal commissario della Fondazione Carnevale rispondono ad un criterio preciso che come Regione sposiamo pienamente. Adesso vorrei concentrare gli sforzi di tutti sulla promozione della manifestazione. Perché adesso c'è bisogno soprattutto che al Carnevale di Viareggio vengano più spettatori possibile. Adulti e bambini. L'importante sarà regalare al pubblico un grande spettacolo».
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