Sicurezza
La Regione rinvia la decisione sul mutuo per il teatro Puccini
Troppi quattro milioni e mezzo per la spesa corrente All’appello mancano anche due milioni di beni dal Comune
TORRE DEL LAGO. Il contatto telefonico con la Regione sul filo di lana dell’anno che andava a chiudersi c’è stato e non ha fugato le nubi di tempesta addensate sul futuro della Fondazione Festival Pucciniano. No: quei quattrocentomila euro indicati nella Finanziaria licenziata dal consiglio regionale, al posto dei quattro milioni promessi, non sono un errore. Ed è questa la prima cosa che la telefonata ha permesso di appurare. Quel percorso avviato da mesi, anche grazie ad una presidente (Adalgisa Mazza) che a Firenze dovrebbe sapere come muoversi visto che se parla addirittura come possibile candidata Pd per la Versilia alle elezioni regionali, e che ha portato ad incontri anche con il Monte dei Paschi di Siena, non ha dato i frutti sperati. Nel senso che la Regione non si accolla l’intero mutuo per la costruzione del Gran Teatro Giacomo Puccini, ma solo una rata.
Si è appurato in zona Cesarini, infatti, che sulla spesa corrente della Regione non avrebbe e potuto essere caricata l’intera somma che la Fondazione si trova a dover sostenere. Insomma: i soldi non c’erano L’ipotesi - così sarebbe emerso nel corso del contatto telefonico con Firenze - è quella di provvedere passando i quattro milioni e mezzo di voce sui finanziamenti per investimenti. Ma il teatro di Torre del Lago non è un investimento dell’Ente pubblico presieduto da Enrico Rossi. Semplicemente perché a mutuo finito di pagare sarà del Comune di Viareggio. Come si uscirà da questo groviglio non è dato saperlo. Certo è che quel “ci pensa la Regione” che ha segnato la campagna elettorale dell’ex sindaco Betti che a più voci si va ripetendo come un matra in vista della campagna elettorale per le amministrative, sembra reggere oggi un po’ meno di ieri. Fermo restano che ancora non si sa cosa pensi il Monte dei Paschi del mancato accordo.
Ma non è questo il vero bastone tra le ruote dei conti della Fondazione lirica. Che ha necessità di sapere se entro la metà di gennaio potrà contare o meno sul trasferimento di beni per quasi due milioni di euro al quale si era impegnata l’amministrazione Lunardini e che è rimasto lettera morta nonostante i numerosi incontri con la Giunta Betti. La cifra è già nel bilancio da chiudere. Se non si arrivasse al trasferimento effettivo dei beni, il fondo di dotazione chiuderebbe in passivo e la Fondazione andrebbe a finire dritta in bocca ad un commissario.
Su questo passaggio pesano i dubbi dei revisori dei Conti del Comune che nei verbali di 20 e 27 giugno scorsi sottolineano come la convenzione sottoscritta il 16 aprile 2005 faccia riferimento alla delibera consiliare numero 8 del 19 marzo 2004 «la quale non contiene nessuna volontà intesa a trasferire le proprietà immobiliari alla Fondazione e comunque la stessa convenzione precisa che il conferimento sarebbe avvenuto ad estinzione dei mutui». I revisori sottolineano, inoltre, come qualsivoglia operazione di trasferimento dei beni immobili debba essere preventivamente sostenuta da un piano di investimenti».
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