Gioco
I cittadini fanno i conti in tasca alle due Fondazioni
Dal web un messaggio chiaro alla politica ed ai suoi amministratori: non si vada avanti pensando di poter fare ancora il passo più lungo della gamba
VIAREGGIO. «Non avete soldi, non lo fate il Carnevale», commenta su Facebook Simone Nocera, operaio. Bambini versiliesi a pagamento al Carnevale, i cittadini dicono la loro e lo fanno con la lucidità di chi, ogni giorno, mette mano ai bilanci di famiglia. Fondazione Carnevale e Fondazione Festival Pucciniano, travolte dalla crisi e dalle mancate inversioni di rotta che le amministrazioni comunali avrebbero dovuto imporre prima di arrivare sul baratro, non vengono “salvate”. «Rimango dell'idea che in questo momento Viareggio avrebbe fatto bene a sospendere il Carnevale piuttosto che organizzarlo sfacciatamente solo per fare cassa, anche nei modi più squallidi come questo. In casa mia quando mancano i soldi si ridimensionano e/o si eliminano le spese per i vizi e per i divertimenti»: sono le parole severe ma giuste del viareggino Nicola Pieruccetti. Alle quali fanno eco quelle di Paolo Lazzarini: «In queste Fondazioni non c' è nessun realistico piano di rientro dal debito. Se una spesa io non la posso fare e non posso andare con le mie gambe non la faccio...». Prevale l'idea, dunque, che gli Enti pubblici e le loro derivazioni debbano invertire la tendenza a campare sopra le possibilità. Salvo poi far pagare i dissesti ai cittadini, come prevede la legge, mentre per la ricerca delle responsabilità sembra esservi sempre troppo tempo, prescrizioni comprese. Ed allora, ecco Alessio Chiantelli a ricordare che «si può vivere anche senza Carnevale, soprattutto se indebita da settanta anni».
Molti sono i commenti che arrivano dalla collina dando voce alle tante famiglie che verso Massarosa e le sue frazioni si sono spostate in fuga dai prezzi delle case a Viareggio. Bambini viareggini di cuore ma “stranieri” di residenza. E tante le donne che intervengono. «Sono viareggina ma reputo che la scelta della Fondazione sia razzista. Ci andranno meno della metà delle famiglie. Anziché guadagnare qualche soldo farà un buco nero», è l’opinione di Sara Frosini. Seguita a ruota da Valeria Della Rossa: «Ma, dico: con la crisi che c'è vi mettete a far pagare i bambini?! Così una famiglia con due o tre figli, con il cavolo che ci viene! Piuttosto far pagare un piccolo contributo al Carnevale estivo.. Ma ai bambini no!». E Patrizia Stranieri aggiunge: «Il Carnevale, con i soldi della Regione e facendo pagare tutti ma proprio tutti, avrei saputo organizzarlo anche io. Invece di un commissario ci sarebbe stato bisogno di un manager abituato a gestire i grandi eventi, a trovare sponsor, a farlo diventare quell'evento culturale che oggi non è, pubblicizzato con giuste operazioni di marketing oltre i confini cittadini. In questo modo, invece, si farà un'operazione di discriminazione delle famiglie senza cercare veramente una sostenibilità dell'evento che sia basata sulla ricerca di risorse che non siano quelle pubbliche».
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