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Gang del treno, gli arrestati accusano i minori
Interrogati dal gip, negano l’aggressione. «Abbiamo solo chiesto e ottenuto un prestito per il biglietto»
MONTECATINI. Nessuna aggressione, a loro dire. Nessuna rapina. Loro, i tre maggiorenni, non avrebbe fatto altro che chiedere gentilmente un prestito per pagare il biglietto che non avevano perché rimasti senza soldi, e altrettanto gentilmente, e spontaneamente, il denaro sarebbe stato loro dato. Sarebbero invece stati gli altri tre, i loro tre amici minorenni, a prendere a schiaffi e derubare sul treno quei ragazzi.
Interrogati ieri mattina dal gip del tribunale di Pistoia i tre componenti maggiorenni della banda di giovani marocchini (sei in tutto, gli altri sono minorenni) arrestati poco prima della mezzanotte di venerdì scorso alla stazione di Montecatini Centrale con l'accusa di aver aggredito e rapinato, sul treno in arrivo da Lucca, tre adolescenti di Montecatini, minacciando anche capotreno e testimoni.
I tre, assistiti d'ufficio dall’avvocato Massimo Mazzoni, hanno scelto di rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci, fornendo la loro versione di ciò che è accaduto sul treno: in pratica, scaricando la responsabilità degli eventuali reati commessi sui tre minorenni del loro gruppetto di amici. Nelle oltre due ore in cui sono stati, a turno, interrogati, hanno però accusato ciascuno un amico diverso, pur fornendo una ricostruzione comune dell’accaduto. In pratica, loro non avrebbero commesso alcuna rapina ma avrebbero avvicinato il primo dei tre ragazzi montecatinesi solo per chiedergli in prestito i soldi per il biglietto: e lui, spontaneamente – hanno sostenuto – glieli avrebbe gentilmente dati. Dell’aggressione e della rapina a lui e, in seguito, al fratello e all’amico, sarebbero stati invece responsabili i loro tre connazionali minorenni.
Fatto sta che il gip, evidentemente non ritenendo credibile la loro versione dei fatti, ha convalidato per tutti l'arresto eseguito dai carabinieri, per poi applicare loro la misura cautelare degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico: Adam Chahyd, 19 anni, nella sua abitazione di Bagni di Lucca; Oussama Tahrani, 23 anni, a Lucca San Concordio; Mustapha Erraji, 19 anni, anche lui a Bagni di Lucca. Tra l'altro, a breve, Chahyd dovrà comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Lucca per essere processato per direttissima per il reato di evasione: ai domiciliari dopo l'arresto alla stazione, è stato infatti sorpreso dai carabinieri domenica mattina fuori dalla propria abitazione. Lui ha cercato di giustificarsi sostenendo di essere uscito solo per fumare, ma per la legge non avrebbe potuto fare neppure questo.
Nella mattinata di ieri, anche i tre arrestati minorenni (15, 16 e 17 anni, tutti residenti in provincia di Lucca) sono stati interrogati, in questo caso però dal giudice del tribunale dei minorenni di Firenze. Dopo l’arresto, i tre erano stati trasferiti nel centro di prima accoglienza minorile del capoluogo, in attesa dell’udienza di convalida. Il giudice non ha ancora reso nota la sua decisione su eventuali misure cautelari nei loro confronti.
I sei giovani marocchini erano stati arrestati venerdì sera verso le 23,30 alla stazione di Montecatini Centrale, dove ad attenderli c’erano i carabinieri.
Massimo Donati
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