Attenzione
È giusto, si paga pure a Gardaland
Il commissario difende la scelta e spiega: lo fanno tutti i parchi di divertimento
Difende la scelta sua e dell’intero consiglio della Fondazione il commissario straordinario Pozzoli. Si dice amareggiato per il giudizio del Tirreno, che ritiene assolutamente sproporzionato (il commento di prima pagina di ieri era titolato “I bimbi pagano il Carnevale, vergogna”) e argomenta con convinzione. Spiega che anche a Gardaland, a Disneyland e in tanti altri parchi tematici i bambini pagano, così come pagano nei cinema all’aperto e in migliaia di altre manifestazioni sparse per la Toscana e nel mondo intero. E quando gli si fa notare che il Carnevale non è un parco giochi e che la sua natura non è quella di una attrazione commerciale, poichè diversa è la natura e la genesi della grande tradizione carnevalesca viareggina, ribadisce la sua convinzione, ovvero di essere nel giusto nel chiedere un piccolo contributo. Una scelta, quella di far pagare i bimbi, che il commissario straordinario ricorda non essere neppure recente, ma risalente addirittura all’ottobre scorso, anche se nessuno se n’era accorto (è stato un comunicato del 3 gennaio a rammentarlo).
Certo, non sono state ininfluenti nella decisione le grandi difficoltà finanziarie in cui si dibatte la comuntà viareggina, di cui la fondazione è uno degli elementi più rilevanti. Quando gli si fa notare che lo spettacolo carnevalesco vede nei bimbi i principali fruitori, il commissario ribadisce che una parziale esenzione dal ticket per i residenti è comunque garantita. Pronto a cambiare idea? Neanche per sogno, almeno per ora. Anzi, tanta voglia di passare al contrattacco: ho dato il vostro commento a un avvocato, conclude, affinchè lo valuti.
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