Il Tirreno

Versilia

Dalla città un coro di no al biglietto per i bimbi

di Valentina Landucci
Dalla città un coro di no al biglietto per i bimbi

Senatori e esponenti delle categorie economiche ma anche carristi preoccupati per la decisione di far pagare i corsi ai bambini non viareggini

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VIAREGGIO. È un coro di no quello che si alza da una parte delle categorie economiche, del mondo del Carnevale, della città in generale di fronte alla decisione del commissario della Fondazione, Stefano Pozzoli, di far pagare il biglietto di ingresso ai corsi mascherati anche ai bambini tra i 7 e i 12 anni non residenti a Viareggio. E la questione assume due aspetti differenti. Da una parte l’effetto boomerang che il provvedimento rischia di determinare, cioè la “fuga” delle famiglie versiliesi e in genrale dei turisti dalla manifestazione con danni non solo alle casse del Carnevale ma anche a tutto l’indotto a cominciare dagli hotel Dall’altra il “tradimento” dei bambini da parte di Burlamacco che si mette a fare gli e figliastri alle porte di ingresso: tu paghi, tu invece no.

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A chiedere al commissario della Fondazione di ripensarci sono anzitutto i senatori del Pd della provincia, Manuela Granaiola e Andrea Marcucci: «La decisione di far pagare i bambini di oltre sei anni non viareggini é sbagliata, il Commissario la riveda» affermano. «Sì tratta di una scelta assai discutibile anche dal punto di vista del marketing - sottolineano i parlamentari - il Carnevale é la festa di tutti i bambini, odioso inserire differenze che potrebbero creare contraccolpi negativi. Dobbiamo aumentare il numero dei partecipanti, con tariffe flessibili ed agevolare le famiglie. Per quanto riguarda i finanziamenti dello Stato, lavoriamo affinché il contributo del Mibact possa mettere in sicurezza la manifestazione». Dal mondo delle categorie economiche e del turismo le critiche più forti arrivano dalla presidente dell’associazione albergatori Elisabetta Bellotti: «Al peggio non c’è mai fine: prima la tassa di soggiorno al massimo e ora il costo dei biglietti per i bambini. Se è così che si vuole incentivare il turismo... Perlatro è notorio che il Carnevale ha come presenze turistiche di riferimento certamente i gruppi dal Sud Italia ma principalmente le famiglie che vengono dall’entroterra Toscano, Prato, Firenze, Pistoia. Succederà che una famiglia che vuole venire al Carnevale pagherà più di tassa di soggiorno, parcheggio e biglietti piuttosto che di stanza d’albergo che mediamente costa tra i 90 e i 100 euro in un hotel 3 stelle.Temo molto che quest’anno ci saranno meno biglietti venduti per il Carnevale facendo così».

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E sul fronte di un possibile calo di presenze qualche preoccupazione la esprime anche Piero Bertolani di Confcommercio Versilia. «Far pagare il biglietto ai bambini non viareggini è un rischio: potrebbe significare una riduzione delle presenze - spiega Bertolani - al di là del fatto che il Carnevale dovrebbe essere per i bimbi. Certo capisco che il commissario debba anzitutto far quadrare i conti e da questo punto di vista va detto che così il peso delle difficoltà economiche non sarà tutto sulle spalle dei viareggini: è una scelta dolorosa».«È una decisione - commenta Massimo Vivoli presidente regionale di Confesercenti - che giudico sbagliata e nello stesso tempo controproducente per il risultato che si vuole ottenere. Le famiglie che hanno letto questa notizia potrebbero non venire al Carnevale. Poi è un aspetto discriminatorio nei confronti dei bambini che non sono viareggini. È lodevole cercare di risparmiare e evitare gli sprechi da parte di chi organizza il Carnevale, ma questa è una scelta sbagliata, che potrebbe portare risultati contrari rispetto a quelli auspicati».

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Perplessità arrivano anche dal mondo della cartapesta. «Quello che reputo negativo - dice Fabrizio Galli, carrista e presidnete dell’associazione dei costruttori - è l’aver fatto una distinzione tra bambini. Non contesto le valutazioni fatte sul far pagare o meno i bimbi ma è sbagliato fare una differenza tra chi è di fuori e chi vive a Viareggio: il Carnevale è una festa sociale, che accomuna tutti: deve unire e questo provvedimento invece divide». E dello stesso avviso è il più giovane collega carrista Jacopo Allegrucci: «I conti li fanno gli altri e va bene. Ma non mi piace che vengano fatte delle disparità tra bambini proprio per quello che il Carnevale rappresenta». Ufficialmente una sola voce è intervenuta a difesa della Fondazione Carnevale. Quella dell’ex presidente Alessandro Santini. «Se i comuni della Versilia fossero rimasti dentro l’ente Fondazione - afferma - i cittadini di quei Comuni, ad esempio Camaiore e Massarosa che ne sono usciti di recente, avrebbero potuto beneficare delle stesse agevolazioni dei viareggini».

(ha collaborato Roy Lepore)

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