Il Tirreno

Versilia

Centro per l’impiego chiuso per ferie Scatta la protesta

di Matteo Tuccini

Disoccupato appende un cartello che contesta l’assenza di informazioni all’esterno: «Meritiamo più rispetto»

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VIAREGGIO. Quando hanno visto il cancello chiuso, hanno perso le staffe. Anche perché non c’era alcun cartello visibile, all’esterno, che desse indicazioni sui giorni di chiusura del Centro per l’impiego. E sulla data di riapertura prevista dopo le vacanze natalizie (7 gennaio).

E così, tra le persone in cerca di un nuovo lavoro che si sono presentate ieri mattina in via Virgilio in Darsena, c’è chi ha deciso di manifestare in maniera più chiara il proprio dissenso. Appendendo un cartello dai toni pesanti, ma dal succo chiaro: «Meritiamo più rispetto».

La protesta nasce dal fatto che in molti non sapevano che il Centro per l’impiego della Provincia sarebbe stato chiuso fino al 6 gennaio compreso. Anche venerdì scorso, infatti, c’è chi è arrivato in zona per fare le consuete pratiche agli sportelli. E ha trovato le porte sbarrate. Questi utenti, assieme ad altri, sono tornati anche ieri, ma hanno ritrovato le porte chiuse.

Qualcuno, pur arrivando da fuori Viareggio, ha abbozzato. Altri si sono arrabbiati. Qualcuno, invece, ha deciso di scrivere e appendere un cartello piuttosto brusco, anzi diciamo pure maleducato. Ma che deve far riflettere tutti coloro che in questo momento stanno dall’altra parte, e cioè i dipendenti pubblici e in generale le persone che hanno un posto di lavoro sicuro. E che ogni tanto, quando si lamentano, devono ricordarsi da che pulpito parlano.

Non a caso la notizia della protesta ha scatenato un dibattito anche su Internet. C’è chi ha difeso l’ufficio, ribadendo che l’informazione della chiusura era presente sul sito web della Provincia di Lucca. Dove si legge chiaramente che sia il 2 che il 5 gennaio (il 1º e il 6 sono festivi), il Centro per l’impiego sarebbe stato chiuso, e che avrebbe riaperto al pubblico con orario regolare dal 7. E c’è anche chi afferma di aver visto cartelli informativi appesi all’interno, nei giorni precedenti.

Queste osservazioni, legittime, dimenticano però che siamo di fronte a un servizio pubblico. Che ha l’obbligo (previsto per legge) di fornire la massima informazione sia sulle prestazioni offerte che sugli orari di apertura. Un disoccupato, o una persona che cerca lavoro, non ha invece l’obbligo di tenere un pc in casa, né di passare tutti i giorni dal Centro per l’impiego per verificare modifiche dell’orario di apertura. D’altra parte, se il cittadino non capisce, è l’istituzione a doversi far carico del problema. Usando un pizzico di buon senso. E magari un cartello fuori dall’ufficio.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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