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Carnevale: pagano i bimbi non viareggini

Carnevale: pagano i bimbi non viareggini

Da quest’anno cancellata la gratuità dell’ingresso per i bambini tra i 7 e i 12 anni che non sono residenti nella città di Burlamacco

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VIAREGGIO. Il Carnevale fa cassa con i bambini. Il Comune non ha soldi per finanziare la manifestazione. La Fondazione è al collasso tanto da dover chiamare a gestirla un commissario. E quindi pagheranno anche loro, i veri protagonisti della festa che rischiano, visto che la crisi prima ancora del Carnevale ha colpito le famiglie, di rinunciare alla magia dei corsi mascherati, dei giganti di cartapesta e dei coriandoli. Non tutti ovviamente dovranno pagare. La "selezione" al botteghino avviene per età e provenienza geografica. Continueranno ad entrare gratis solo i bambini fino ai sei anni. Tutti i bimbi da 7 ai 12 anni pagano il biglietto ridotto (dieci euro se acquistato entro oggi, 13 da domani) se non sono residenti a Viareggio. Per quelli residenti in città, invece, la possibilità di entrare gratis fino ai 12 anni resta ma solo se si presenteranno agli ingressi del corso mascherato adeguatamente muniti di certificato d'identità che appunto dimostra la residenza.

La novità è circolata poco in questi giorni, anche perché fino a ieri non c'erano fuori dalla biglietteria in Fondazione Carnevale o in Cittadella cartelli che mettessero in evidenza le nuove modalità di accesso ai corsi. La Fondazione - come confermano gli uffici di Palazzo delle Muse - aveva comunque provveduto a comunicarlo anche attraverso il sito internet della manifestazione. In concreto, però, a scoprirlo a proprie spese sono stati alcuni genitori non viareggini che, chiedendo informazioni alla biglietteria della Fondazione sull'acquisto dei cumulativi hanno dovuto mettere mano al portafoglio per riuscire ad assicurare ai propri figli l'ingresso al Carnevale di Viareggio.

Fino allo scorso anno l'ingresso era gratuito per tutti i bambini fino ai 10 anni di età indipendentemente dalla loro provenienza. Cosa che incentivava le famiglie anche non residenti a Viareggio a prendere parte anche a tutti i corsi mascherati. Una mamma e un papà di Camaiore con due figli di 8 e 11 anni, ad esempio, compravano il cumulativo mettendo nel conto una spesa di 54 euro (27 euro per ciascuno fino all'anno scorso) e una piccola trasferta ma almeno l'ingresso gratis per i bambini. La stessa famiglia quest'anno di cumulativi dovrà comprarne 4 spendendo il doppio, 108 euro, se si recherà al botteghino entro oggi (in virtù dello sconto applicato dalla Fondazione per l'acquisto anticipato degli biglietti), oppure 120 euro (30 per ciascun cumulativo) se il biglietto deve ancora acquistarlo. Una spesa non eccezionale ma senza dubbio importante sul bilancio di una famiglia che potrebbe anche rinunciare ai cinque corsi e accontentarsi solo di uno spendendo 50 euro con i prezzi scontati o in alternativa 62.

Cifre, queste ultime, che ovviamente andranno a pesare sulle tasche dei turisti che verranno a trascorrere una giornata di Carnevale a Viareggio visto c he la “regola della provenienza” riguarda i versiliesi e in generale i non viareggini. In pratica la famiglia di Prato o Firenze o Milano con bimbi al seguito che tra meno di un mese, il primo febbraio, deciderà di partecipare alla prima sfilata dei carri oltre ad autostrada, parcheggio, pranzo e merenda dovrà mettere in conto uno o più biglietti in più per i propri figli.

La decisione, presa dal commissario del carnevale Stefano Pozzoli, rientra nei provvedimenti finalizzati a finanziare la manifestazione a fronte del venir meno dei contributi pubblici, in primi quelli del Comune. Da capire, però, se l’aver colpiti i figli e le famiglie non rischi di diventare un pericoloso boomerang per Burlamacco.

La novità per ora sembra aver deluso soprattutto i versiliesi, in molti casi viareggini “emigrati” nei comuni vicini oppure appassionati di Carnevale tanto quanto i viareggini doc. «Vorrà dire che porteremo i nostri figli al Carnevale di Pietrasanta, di sicuro si spende meno» si lamentava ieri una mamma viareggina ma residente a Camaiore. La particolarità dell’iniziativa della Fondazione, poi, sta nel fatto che Pozzoli, proprio poche settimane fa, aveva rilanciato sul fronte di una più stretta collaborazione con i Comuni della Versilia nell’organizzazione del Carnevale. Far pagare i bambini non residenti non sembra l’inizio migliore.

Valentina Landucci

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