Il Tirreno

Versilia

Strage, appello a Renzi: no prescrizione

di Donatella Francesconi
Strage, appello a Renzi: no prescrizione

«A giugno scadono i termini per l’incendio colposo: e, allora, di cosa sono morti i miei figli?», è il grido di Marco Piagentini

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VIAREGGIO. Sembra una maledizione. Una di quelle che non dà pace ai morti e tantomeno ai vivi. Parco degli angeli, via Porta Pietrasanta, quel parco giochi lambito dalle fiamme, la notte del 29 giugno 2009, come tutto quello che c’era intorno, tra la ferrovia e la via Aurelia. «Di cosa sono morti i miei figli se a giugno scatterà la prescrizione il reato di incendio colposo?», è l’agghiacciante domanda di Marco Piagentini che si appella al primo ministro, Matteo Renzi: «Chiediamo che il presidente Renzi si adoperi affinché per i reati come quelli relativi alla strage di Viareggio non ci sia prescrizione. Per me, Marco Piagentini, la prescrizione non è un'assoluzione. Per me la prescrizione equivale ad una condanna».

L’occasione è di pace: si inaugura un’altalena per disabili, grazie all’impegno costante del motogruppo “Le Tartarughe lente”, in memoria di “Pulce” e “Scarburato”, gli amici che hanno perso la vita nel disastro ferroviario. Ed il commissario prefettizio, valerio Massimo Romeo, dona la bandiera del Comune, acquistata come «dono personale» alla Casina dei ricordi. Ma non c’è pace di qua dalla ferrovia dove, quella notte maledetta, un treno carico di Gpl deragliò. Il gas, in una nuvola azzurra, raggiunse le abitazioni di via Ponchielli. Esplosioni e fiamme in rapida successione travolsero case, cose e persone.

Le ustioni che hanno lasciato il segno sui volti e sui corpi dei sopravvissuti (e Marco Piagentini è uno di loro), le stesse ustioni che hanno strappato alla vita le vittime, sono la risposta sul perché sarebbe come uccidere di nuovo chi non c’è più se giugno vedesse svanire nel nulla il reato di incendio colposo contestato ai quarantadue imputati dalla Procura di Lucca. Insieme a quelli, di disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Ai quali si aggiungono i capi di imputazione relativi alla violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Da qui l’appello a Matteo Renzi, a dieci giorni dalla ripresa delle udienze, il 14 gennaio. Giorno in cui è chiamata sul banco dei testimoni Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il Mondo che vorrei” nata per riunire i familiari delle vittime. Il primo iscritto, per il 2015 - sarà proprio il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, che nel consegnare la bandiera del Comune ha ricordato come «quello che è accaduto a Viareggio nel giugno 2009 sia qualcosa di sconvolgente. Che non si può dimenticare. Perché tutta la città è stata ferita...».

E se Piagentini, a nome di tutti i familiari, quasi grida «io voglio che sia fatta giustizia e voglio capire cose è successo», Daniela Rombi non può non ricordare che «questo Stato si è sfilato dal nostro processo rinunciando alla costituzione di parte civile in cambio di tanti soldi! Questa è la loro dignità! Ha lasciato sole le vittime e politicamente ha assolto i responsabili di questo massacro di innocenti».

In occasione della cerimonia, Luca Lunardini - presidente dei Lions Viareggio e sindaco di Viareggio all’epoca della strage - ha consegnato una targa ricordo da parte dei Lions.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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