Il Tirreno

Versilia

FROnte del porto

Corsa contro il tempo per Polo nautico

di Donatella Francesconi
Corsa contro il tempo per Polo nautico

Il Comitato portuale deciderà il 19 quando affrontare la sentenza del Tar che intima all’Authority di decidere entro fine mese

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VIAREGGIO. Comitato portuale fissato per il 19 gennaio, e solo in quella data si saprà quando - allo stesso tavolo - sarà affrontato il da farsi sul frazionamento di Polo Nautico. «In realtà non c’è un termine entro cui decidere», dice Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale al telefono con il “Tirreno”. Ma la sentenza del Tribunale amministrativo regionale datata 23 dicembre, in realtà, un termine lo fissa ed è perentorio. Là dove si «ordina all’Autorità portuale regionale della Toscana di provvedere sulle istanze di parte ricorrente (Polo Nautico, ndr) del 10 settembre 2013 entro il termine di trenta giorni». Come si legge a pagina nove della stessa sentenza.

«Abbiamo ricevuto la sentenza il 31 dicembre - spiega Morelli - e l’abbiamo inviata al Comitato portuale al quale, il 19, chiederò una convocazione specifica sul tema»: Che non è di quelli, però, che possa essere affrontato nei dodici giorni che separano il 19 dal 31 gennaio. «Entro fine mese - conclude Morelli - spero che venga conclusa la vicenda»: ma quello del Tar è un ordine che, in caso di inadempienza, porta dritti ad altri guai per l’Authority regionale già condannata alle spese legali.

Anche perché il Tar entra nel merito, con un indirizzo favorevole al frazionamento, diversamente da quanto sostiene Morelli. E lo fa là dove i giudici amministrativi scrivono che una volta avuto il via libera al frazionamento con il parere acquisito dall’Avvocatura regionale (24 luglio 2014) «nelle successive pronunce del Comitato portuale del 30 luglio e del 23 settembre 2014 il problema dell’ammissibilità del frazionamento delle concessioni non ha trovato più ingresso nella discussione. Ciò consente di rilevare che il profilo dell’astratta ammissibilità del subingresso frazionato è da ritenersi superato in senso positivo dall’amministrazione (...)».E qualche che sia, una decisione va presa ed entro fine gennaio.

Intanto la Fiom-Cgil incontra, domani, i rappresentanti sindacali dei lavoratori di Polo nautico. Pensando già ad un presidio davanti al Municipio in occasione della riunione del Comitato portuale, il 19. Fiom e Cgil provinciale, in una nota che porta la firma di Lamberto Pocai, segretario generale provinciale della categoria e di Franco Chiriaco, segretario generale confederale, si legge: «A dodici anni di distanza dalla nascita di Polo Nautico, non sono stati applicati buona parte degli impegni assunti in termini di investimenti, assunzione di personale e armonizzazioni contrattuali, si è speculato e strumentalizzato sul valore di un'esperienza consortile per acquisire il titolo concessorio di un'area appetibile per sostenere - subito dopo - che non sussisteva più lo spirito per mantenere in essere quell'esperienza, almeno fino a quando non fosse stata frazionata l'area». Il sindacato chiama in causa la silente politica locale: «È possibile che non abbiano niente da dire gli attori della politica locale degli ultimi sette anni? Quelli che dovevano controllare, verificare, che non sono mai stati all'oscuro o sprovvisti di informazioni e documentazioni essendo in parte diretti partecipi della vicenda, o in generale tutti direttamente coinvolti in quanto interlocutori o testimoni. Non ci vengano a dire che tutto quello che era possibile fare è stato fatto».

Chi oggi si appresta a governare Viareggio - è il messaggio di Cgil e Fiom - «e non viene dalla luna, pensa di farlo con la speranza che qualche commissario o Tribunale di turno levi al posto loro le castagne dal fuoco sulle questioni spinose in cui bisogna metterci la faccia? Le politiche locali e in particolar modo quelle che riguardano la darsena viareggina e il lavoro, non possono essere affrontate senza il coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici, di chi li rappresenta e senza tener conto della loro condizione. Noi riteniamo che vi siano ancora spazi d'intervento. Chi fa politica e ha a cuore le sorti della città e del suo porto più che della propria autoreferenzialità può giocare ancora un ruolo importante e determinante».

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